Stupri elettorali

La parola “copia e incolla” di questi giorni è sicurezza. La parola che vola di bocca in bocca, dispiace dire di testa in testa, e che molti ripetono senza sapere di cosa parlano. Il candidato di centro-destra alla carica, non diciamo poltrona, di Sindaco della Capitale, propone formule astruse per il problema degli stupri.


Osservo che non si parla di stupri commessi da qualsivoglia essere umano di sesso maschile
(mariti, fidanzati, ex-mariti, ex-fidanzati, mai-fidanzati o mai-mariti), ma di stupri commessi “da quegli altri”. Quelli che arrivano da fuori, e che nel loro fuori devono tornare.

Tutti urlano, compreso il mio amato quotidiano La Repubblica, che nell’edizione domenicale aveva un titolone gigantesco sull’emergenza stupri.

Chi vuole voti, chi vuole acquirenti, tutti vogliono qualcosa, ma niente che abbia a che fare con il problema reale, quotidiano, annuale, annoso della violenza sulle donne, delle quali, tutti oggi si ergono a difensori, per poi tornare alle solite smorfie di fastidio quando si arriva all’8 marzo.

PS Il titolone de La Repubblica proprio non mi va giù, il mio giornale preferito che rincorre
la moda dell’urlo…

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