Vaduz

Il bombardamento quotidiano di notizie è talmente frastagliato, e talmente discontinuo, da indurre un certo disorientamento, e creare (ad arte?) l’incapacità di seguire una storia dall’inizio alla fine. Con evidenti risultati sulla famosa memoria corta dei lettori-elettori. Mi riferisco ai giornali, ovviamente, ma si può dire lo stesso per i telegiornali.
Si creano continuamente “casi” che durano un certo tempo, per qualche giorno non si parla d’altro che del caso “del giorno”, poi tutto scompare, dai mezzi di comunicazione e, quel che è peggio, dalla nostra mente.
Come si sia affacciata nuovamente tra i miei pensieri la storia di Vaduz non so dirlo, ma da un paio di giorni mi chiedo come sia andata a finire la vicenda dei “…conti di cittadini italiani in Liechtenstein al vaglio della procura di Roma”.

Ricordate? Eravamo in periodo preelettorale, ed improvvisamente sembrava che dal mondo bancario di Vaduz, Liechtenstein, stessero per emergere nomi noti di persone forse coinvolte in un grosso giro di riciclaggio di denaro, o altri reati di natura finanziaria. Erano partite accuse di giochi preelettorali, tirato in ballo Visco.
Poi?
Qualcuno ha saputo più nulla?
Forse ci sono delle indagini ancora in corso, non so. Qualche giornalista, giusto per dare un senso di continuità alla nostra povera mente, potrebbe dire una parola in merito. Senza titoloni, per carità.
Una mezza paginetta, cinque minuti di telegiornale, magari al posto delle “notizie” sulle fidanzate di questo o di quel politico, o sulla papera (invento) che allatta la tigre che usa l’iPhone o altro (mi riferisco ai servizi quasi quotidiani su stranezze animali che accadono a migliaia di chilometri da noi, e che rubano spazio e tempo, ad arte? alle notizie che ci riguardano più da vicino).

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