La Repubblica – La Scuola

Appare oggi su La Repubblica un articolo dal titolo “Maestro unico, trenta per classe ecco il decalogo della Gelmini“.
Leggo una frase che riporto integralmente:
La scuola media è al centro di un autentico tsunami che si pone come obiettivo quello di scalare le classifiche internazionali (Ocse-Pisa) che vedono i quindicenni italiani agli ultimi posti. L’orario scenderà dalle attuali 32 ore a 29 ore settimanali.”
Il giornalista Salvo Intravaia non sembra porsi alcuna domanda, e accenna vagamente a soldi che tornano in tasca ad insegnanti meritevoli. E’ probabile che di scuola sappia poco, e che creda che tutto si riduca a banali rivendicazioni salariali degli insegnanti, questi sconosciuti che, come tutti sanno, leggono il giornale in classe, lavorano poco, si ammalano molto e d’estate non lavorano per tre mesi (come è facile pensare e parlare usando solo luoghi comuni).

Secondo voi, come si scalano le classifiche internazionali riducendo le ore di lezione? Basterebbe questo per scoppiare in una bella risata, se non vi fosse il problema che dopo la risata vi saranno riduzioni di personale notevoli (140.000 unità), ed altre amenità simili.

I quotidiani, la televisione, i blog famosi, i conduttori televisivi di spicco che hanno riempito tutto lo spazio cartaceo, televisivo, digitale possibile per l’Alitalia (10.000 licenziamenti), dedicheranno lo stesso impegno alla scuola (300.000 precari, 140.000 licenziamenti in tre anni, classi enormi, orari ridotti, istituti tecnici della durata di quattro anni)?

Non credo.

L’Alitalia è la nostra bandiera nel mondo, secondo molti (sì, proprio la bandiera che alcuni “politici” usano in bagno), e la cultura dei nostri giovani?

Sulla presentazione del documento ai sindacati del quale per così dire parla La Repubblica rinvio ad un commento della CGIL, che francamente mi sembra più articolato.

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Un pensiero su “La Repubblica – La Scuola

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