Annozero, la ricerca, la televisione che mi merito

Ho seguito in parte la puntata di Annozero della scorsa settimana (Il futuro che mi merito, 24 Novembre 2008). Mi ha molto colpito la lettura dei titoli di alcuni progetti di ricerca, non so di quali strutture e di quali ricercatori, che ha fatto uno degli ospiti, l’On. Luca Giorgio Barbareschi.

Sono rimasto colpito dal fatto che la lettura ha gettato un’ombra di sospetto, e di ridicolo, sui progetti.

Da un titolo è difficile giudicare la bontà di un progetto, se si tratti cioè di un paravento per un finanziamento per “un amico”, o se invece si tratti di un finanziamento dato ad un progetto reale che si ritiene meritevole di appoggio.

Capisco che nel sistema della ricerca, come in tutte le strutture del nostro Paese, scolastiche, universitarie, politiche, sanitarie, esistono meccanismi riprovevoli, che vanno condannati.

Non comprendo come, senza un background specifico, si possa valutare, in una trasmissione televisiva, un progetto scientifico.

Ho sentito citare lo stress nei luoghi di lavoro, con un risolino di accompagnamento.

Dello stress nei luoghi di lavoro si è molto occupata l’Unione Europea (rimando ad un mio vecchio post).

Volevo inviare una mail all’On. Barbareschi, che peraltro stimo molto come attore, per condividere con lui questi pensieri, poi ho lasciato cadere.

Scopro oggi una bella lettera che esprime molto meglio una critica a questo modo di fare televisione, e di fare in televisione, ve la segnalo, augurandovi buona lettura.

PS. Tolgo il link al blog di Annozero tra i miei preferiti, perchè c’è qualcosa che non va nell’edizione attuale della trasmissione, che ho sempre seguito con molto interesse.

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