Crisi mondiale, economia, precari e la politica

Il titolo di questo post è troppo ambizioso, lascia intendere che scriverò chissà quali cose, e di questo forse mi devo scusare. Ho cercato di condensare frammenti di pensieri, e qualche domanda che mi ponevo un paio di giorni fa.

Negli ultimi mesi ho sentito molto parlare di produttività nel settore pubblico, di meritocrazia, di premi per i dipendenti statali meritevoli, di incentivi. Ricordo qualche mese fa, cito a memoria e mi scuso per eventuali imprecisioni, il prof. Ichino parlare in una trasmissione televisiva su La7 dell’introduzione di un benchmark (parametro di riferimento) per valutare la produttività dei lavoratori.

Poi sono arrivati i problemi della crisi economica mondiale, la necessità di sostegni alle banche, alle imprese, alle famiglie. Più o meno nello stesso periodo è apparso il problema dei precari, della scuola (pubblica, per essere precisi), dell’Università, problemi generati dalla scarsità di risorse economiche che riguarda il nostro Paese.

Negli occhi ho ancora le immagini dei dipendenti della Lehman Brothers con gli scatoloni usati per portare via gli oggetti personali dal proprio (perduto) posto di lavoro.

Una mia collega qualche giorno fa mi diceva che ovunque vada, trova qualcuno che le consegna un volantino per segnalare un problema lavorativo, di cassa integrazione, di perdita del posto di lavoro.

Compagnie aeree, aziende produttrici di cellulari, turismo, commercio, ricerca, scuola, industria in genere: sembra che non vi siano settori non toccati dalla crisi in corso.

E’ sfuggito anche a voi, come stava per sfuggire anche a me, che solo il settore della politica non sembra risentire di alcunchè? Avete sentito di partiti italiani che stanno riducendo il numero dei loro funzionari? Avete sentito parlare di precari della politica? Avete avuto notizia di tagli ai costi della politica?

Un mondo dorato, un network dal quale, una volta entrati, nella maggior parte dei casi sembra non si esca più, oppure se si esce, è per entrare magari nel consiglio di amministrazione di una qualche struttura, o diventare consulenti di un’altra. Un mondo nel quale sembrerebbero non esistere incompatibilità tra diverse retribuzioni mensili. Un mondo che non è privato, ma non sembra nemmeno cadere nella sfera del pubblico. Un mondo nel quale è possibile decidere la propria retribuzione, ad esempio.

Produttività, competenza, meritocrazia, benchmark: ne ha parlato qualcuno, riferendosi alla politica? Se a voi non sono sfuggite notizie in merito, vi prego calorosamente di segnalarmele.

Grazie.

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