Scuole paritarie, la CEI, il Governo, Benedetto XVI

scuola_paritaria

“La CEI, in una nota ufficiale, confida “negli impegni assunti pubblicamente dal Governo“, cui lo stesso Papa Benedetto XVI ieri ha ricordato che la libertà di educazione rappresenta “un diritto inalienabile” dei genitori.” Da questo Governo noi non ci aspettavamo nessun taglio. Al contrario ci aspettavamo degli incrementi: mettere le scuole paritarie nel capitolo degli sprechi da tagliare è inconcepibile”.

Da “I vescovi: no ai tagli per le scuole private. Il Tesoro si corregge”, di Barbara Fiammeri. Il Sole 24 Ore, 6 Dicembre 2008, pagina 14.

Piace sentire il Pontefice parlare di diritti inalienabili, a pochi giorni dalla presa di posizione del Vaticano sulla questione della omosessualità come reato affrontata dall’ONU. Osservo che questa volta non vi sono ragionamenti difficili da seguire, e tutto è molto lineare. Turba lievemente l’uso del termine paritarie, senza l’aggettivo cattoliche, che giustifica l’intervento della CEI, e la prontissima risposta del Governo: “il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas assicurava che i vescovi potevano “dormire su quattro guanciali perchè c’è già un emendamento che ripristina i livello originario dei fondi per le scuole paritarie” (ibidem).

Piacerebbe capire se in Italia i soldi ci sono oppure no, o se vi sono in alcuni casi e non in altri.

Una scuola pubblica priva di fondi non può competere con una scuola privata alla quale nulla viene tolto: che libertà di scelta c’è tra una baracca ed un hotel?

Sorprende che il Pontefice sembri non notare questo particolare, come sorprende la collettiva amnesia del “senza oneri per lo Stato” scritto nella Costituzione Italiana (art. 33), a proposito delle scuole private.  Non parliamo di noccioline, ma di stanziamenti pari a circa 120.000.000 di euro.

Quanti precari potrebbero continuare a lavorare indisturbati con uno stanziamento di tale livello?

Non si comprende come mai la scuola pubblica possa essere inserita nel capitolo degli sprechi, e quella paritaria no: sarei grato ai vescovi, uomini di raffinata intelligenza e cultura, se potessero spiegare meglio questa loro opinione.

Forse il Ministro Gelmini fornirà qualche elemento chiarificatore in più su Youtube.

Concludo citando un passo delle Sacre Scritture, (Mt 21, 12-13) non dimenticando che tra maggio e giugno 2009 andrà decisa la destinazione dell’8 per mille, e si voterà per le elezioni europee ed amministrative.

“Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: “La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri”.

Annunci

7 pensieri su “Scuole paritarie, la CEI, il Governo, Benedetto XVI

  1. hermes

    Chi ritiene di possedere la “verità” (la gerarchia ecclesiastica), considera le voci discordanti come un fastidioso disturbo … l’arroganza è una tradizione (fondamentalismo) nei confronti dei dubbiosi (Galileo) e dei laici (che vivono nel peccato) .. nulla di nuovo sotto il sole … dalle origini l’uomo ha inventato Dio per reggere “emozionalmente” all’impatto del nulla … poi, piano, piano è diventato un problema di potere autoreferenziale (delirio di onnipotenza: l’uomo ad immagine e somiglianza di Dio) … insomma l’idea-di-Dio si è reificata (struttura istituzionale) e marcia nel mondo, fustigando e conculcando il libero pensiero …. è una forma di “masochismo” dell’uomo che vive la libertà come peccato originale … il finanziamento alle scuole cattoliche è un effetto collaterale del dogmatismo religioso (islamismo in primis e non solo) che tenta dì imporre la propria visione del mondo, contando sul “senso di colpa” dei fedeli, che non si fanno mai domande indiscrete, ma chiedono ossessivamente favole rassicuranti (come i bambini prima di dormire) … così va il mondo … triste ma vero!

  2. Caro Hermes,
    grazie per il tuo commento. Ho letto stamattina un interessante articolo di Eugenio Scalfari pubblicato da L’Espresso, sul libro Conversazioni notturne a Gerusalemme, di Carlo Maria Martini, ex arcivescovo di Milano. Il libro non l’ho letto, ma le belle parole di Scalfari, non credente, mi hanno incuriosito. Forse vale la pena di leggerlo, per avere qualche elemento in più di valutazione, ed anche per “confrontarsi” con un esponente molto interessante della Chiesa Cattolica. Un caro saluto.

  3. Hermes

    “A quale meta conduce il cammino delle religioni in una società sempre più disorientata e priva di Dio?”
    … probabilmente al capolinea del NULLA … visto che il fondamento dell’esistenza di Dio risiede nella paura (emozione negativa) dell’uomo di sprofondare nell’abisso del non-essere … nessuno si rassegna al qui-e-ora, ma spera nell’eternità …
    … non esiste libro al mondo che possa raccontarci qualcosa di veramente nuovo sul fatto che dobbiamo prima o poi “togliere” il disturbo … e … per sempre … occorrerebbe una cura radicale per questa umana patologia …

  4. Non si può escludere che un libro possa fornire spunti di riflessione in grado di modificare, ampliandolo, un nostro punto di vista. Se così non fosse, vorrebbe dire che in un certo momento della nostra vita abbiamo raggiunto delle conclusioni immodificabili, e questo mi sembra troppo assoluto. Ciao.

  5. Hermes

    Purtroppo il fatto che dobbiamo morire non è un semplice “punto di vista” ma una tragica realtà (immodificabile), a cui tutti ci dobbiamo piegare (obtorto collo). Questo non esclude ovviamente che un libro non possa dare un contributo importante alle nostre riflessioni sul come prepararci alla triste incombenza! Riguardo ai libri: se non ci fossero, bisognerebbe inventarli e in fretta! Ciao.

  6. Pingback: Cardinale Bagnasco, Berlusconi, caso Ruby, scuola, donne « Anidride carbonica

I commenti sono chiusi.