Sciopero virtuale, sindacalisti virtuali, informazione virtuale

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Sciopero virtuale. La delega al governo prevede “l’istituto dello sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale”. In sostanza, lo sciopero viene regolarmente proclamato, ma i lavoratori vanno regolarmente a lavorare per garantire il servizio ai cittadini.” (Fonte La Repubblica).

Alcune organizzazioni sindacali non sono contrarie a questa singolare introduzione, che sembrerebbe destinata solo al settore trasporti. Emergono altri aspetti altrettanto eccentrici: referendum preventivo tra i lavoratori, lavoratori che dichiarano uno per uno per tempo la loro adesione.

A me non sembra esserci alcun elemento di innovazione positiva e moderna del diritto di sciopero.

Non mi interessa che alcuni esponenti del PD siano in linea generale abbastanza d’accordo.

Se i lavoratori dei sindacati che probabilmente accetteranno tali modifiche (CISL, UIL, UGL) restituissero le tessere lasciando i sindacati senza iscritti, rendendoli cioè virtuali, sarei abbastanza soddisfatto.

Non ho citato la CGIL, proprio come ha fatto il Tg3 RAI delle 19.00 del 26/02/09, che parlando dell’argomento, non ha dato informazioni su eventuali reazioni in casa CGIL.

La CGIL probabilmente è già sindacato virtuale, proprio come l’informazione fornita di tanto in tanto dai Tg della televisione pubblica.

PS. La CGIL è contraria.

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