Il piano casa, la Cassazione, il senatore Domenico Nania

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Si parla molto in questi giorni del piano casa proposto dal Governo, quale misura per fronteggiare la crisi economica che stiamo attraversando. Su Il Sole 24 Ore in edicola ieri, sabato 14 Marzo, a pagina 7, Primo Piano, tra i vari articoli sull’edilizia ne ho trovato uno, molto interessante, che riporto in parte. Il testo completo potrete trovarlo sul quotidiano.

Perquisizione vietata se l’abuso è del deputato

Le case dei parlamentari, anche se si tratta di quelle usate per la villeggiatura e non delle abitazioni romane, in mancanza dell’autorizzazione della Camera di appartenenza, non possono essere perquisite dalle forze dell’ordine alla ricerca di indizi che provino l’avvenuto abuso edilizio. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 11170 che ha annullato tutti gli atti ispettivi e la sentenza di condanna emessa a carico del vicepresidente del Senato Domenico Nania (PDL) per aver ristrutturato, senza le prescritte autorizzazioni, la villa di famiglia, in provincia di Messina. Nell’abitazione di Nania – a seguito di una denuncia anonima – erano entrati i Carabinieri il 19 Dicembre 2003 per compiere un “accertamento a sorpresa”. (…) Senza successo Nania aveva sostenuto davanti ai giudici di merito che “essendo egli senatore della Repubblica, gli accertamenti (…) erano inutilizzabili. La Cassazione gli ha dato ragione.

Non faccio alcun commento, chi vuole può farlo in questo post.

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