Perchè laico – 2

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“Una vicenda concreta consente di cogliere meglio il significato della conoscenza sul terreno delle innovazioni scientifiche e tecnologiche, difficile da percorrere senza strumenti che consentano a tutti di comprenderne la portata.

In occasione del referendum sulla legge sulla procreazione medicalmente assistita, nel 2005, uno degli argomenti adoperati per indurre all’astensionismo fu quello che sottolineava la complessità tecnica di taluni quesiti, che avrebbe impedito ai cittadini di esprimere una
valutazione adeguata. Argomento suggestivo, ma democraticamente pericolosissimo. Proprio quello che oggi più incide sulla vita stessa delle persone dovrebbe essere sottratto al loro giudizio, alla sovranità popolare. Il processo democratico sarebbe monco, amputato della possibilità di adoperare uno strumento come il referendum anche in casi in cui la Costituzione lo ammette.

Ma l’insidia antidemocratica non si arresta qui. La materia trattata da quel referendum, come altre attinenti alla vita, apparterrebbe a quella sfera di fini non negoziabili che precluderebbero allo stesso Parlamento di attivare quelle procedure di confronto, di composizione tra interessi diversi, di rispetto delle opinioni delle minoranze che sono l’essenza stessa della democrazia.

La pretesa di imporre un’etica predefinita metterebbe così in scacco sia la democrazia diretta che quella rappresentativa. E trasferirebbe il potere di decidere sulla vita a gruppi ristretti, ad autorità prive di qualsiasi legittimazione democratica.”

“Perchè laico” di Stefano Rodotà, Editori Laterza, 2009. Pag. 28

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