Perchè laico – 6

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“Onestà intellettuale, e corretta ermeneutica, vogliono che l’articolo 33 della Costituzione sia, come s’usa dire, “di stretta interpretazione”, e dunque debba esser letto per quel che dice:”Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato“. Di fronte a una formula così chiara non valgono a nulla giochi dialettici come quello di chi dice che il divieto riguarderebbe la sola “istituzione” delle scuole, non il loro successivo funzionamento. Nè si può sostenere che le scuole private, entrando a far parte di un unico sistema formativo, costituirebbero comunque “un servizio pubblico“, perchè l’Assemblea costituente, con i voti democristiani, respinse proprio questo emendamento.

Il sistema disegnato dall’articolo 33 della Costituzione è chiarissimo. Si comincia proclamando la libertà d’insegnamento. Si continua prevedendo il dovere della Repubblica di istituire “scuole statali per tutti gli ordini e gradi”. Si parla poi del diritto dei privati di istituire scuole senza oneri per lo Stato. Infine, si stabilisce che alle scuole non statali, che chiedono la parità, deve essere assicurata “piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”.

In questo quadro la pretesa costituzionalmente legittima dei cittadini è quella di un sistema pubblico completo ed efficiente, che realizzi appunto il dovere di istituire scuole statali, non quella di un sistema di scuole private finanziate con denaro pubblico.”

Perchè laico” di Stefano Rodotà, Editori Laterza, 2009. Pagg. 64-5

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