Fabio Fazio, Alessandro Baricco e Moby Dick

Moby_Dick

Stavo seguendo Che tempo che fa, ieri sera. Tra gli ospiti c’era Alessandro Baricco, che ad un certo punto ha detto che pochi hanno letto interamente Moby Dick, di Melville. Il discorso era ovviamente articolato ed ampio, e non verteva certo su chi ha o non ha letto questo o quel libro.
Non so per quale motivo, questa affermazione mi ha incuriosito: come si fa a sapere una cosa di questo tipo?
Allora ho mandato una mail alla trasmissione, non per avere una risposta, ma per esprimere un’opinione.
Noi telespettatori siamo in una posizione che necessariamente è passiva, di fruitori e a nostra volta contenitori di quanto passa in televisione. Una mail dà la sensazione di poter interagire.

Testo del messaggio:

Gentile Fazio,
sto seguendo la Sua trasmissione televisiva, e stasera, tra i Suoi ospiti, c’è Alessandro Baricco che parla della diffusione della cultura nel nostro Paese. Seguo un po’ distrattamente, perchè sono ancora a cena.
Poi si comincia a discutere di Moby Dick, un testo molto bello di Melville, ed ascolto Baricco che esprime il suo pensiero sul libro, scritto intorno al 1850, e del quale, come vede, ancora parliamo, dopo circa 160 anni.
Chissà a quanti degli Autori oggi celebrati in Italia toccherà analogo destino.
Mi sorprende ascoltare Baricco dire che pochi hanno letto questo testo: Lei sta seguendo con la consueta attenzione. Io avrei chiesto, familiarmente “Chi te l’ha detto?”. A me è capitato di leggerlo, mi è piaciuto, l’ho letto tutto. Non ho partecipato ad alcun censimento relativo a questa lettura, come, credo, ogni altro lettore dedito a qualsiasi altro libro.
Ovviamente quello che può vedere in un testo elaborato e complesso come questo una persona come me è di gran lunga minore se confrontato a quanto sappia cogliere un uomo colto e di lettere come Baricco, ma ciò non deve destare preoccupazione. E’ meglio percepire un frammento di bellezza, che non saperne neppure l’esistenza.
Quello che spero è che nessuno dei Suoi telespettatori, “spaventato” dalle parole di Baricco, scelga di non avvicinarsi alla “Balena”.
Troppo spesso tendiamo ad accogliere in maniera acritica quanto proviene da fonti che riteniamo autorevoli, guardando al mondo, non solo letterario, attraverso elaborazioni esclusivamente altrui, non trova?
Visto che si parla di diffusione della cultura, è meglio favorire un avvicinamento senza troppi timori reverenziali.
Pensiamo alla classe sociale di appartenenza di coloro che con molta partecipazione seguivano le rappresentazioni di Shakespeare qualche secolo fa.
La saluto cordialmente.

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