Perchè laico – Ultimo post

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Concludo con quest’ultima citazione la serie dei post dedicati al bel testo di Rodotà.

“Da anni, da troppi anni [i laici] si sono fatti incantare dalla sirena della fine delle ideologie, e non si sono accorti che nuove parole forti stavano percorrendo il mondo, con i toni perentori di chi afferma che l’economia è l’unica dea e di chi cerca nella spiritualità religiosa l’unica possibile reazione. Turbati dagli eccessi di una politica che tutto voleva possedere, hanno accettato una versione non debole, ma flebile, della politica, ridotta a buona amministrazione e privata d’ogni orizzonte. So bene che si è detto che, nella vita dei popoli, dopo la poesia deve venire la buona prosa. Ma Benedetto Croce pronunciava queste parole all’ombra della sua “religione della libertà”.

I giovani cattolici, ma in ciò non credo dissimili dagli altri, hanno manifestato la loro adesione a un’idea forte di etica, di cultura, di politica. Da qui un insegnamento: se oggi si vuol parlare ai giovani (ma a loro soltanto?) si devono ritrovare gli accenti della nettezza, della moralità, anche dell’utopia. Un mondo di mediocri compromessi, di negoziazioni continue, fa smarrire il senso della missione civile, della cittadinanza attiva”.

“Perchè laico” di Stefano Rodotà, Editori Laterza, 2009. Pag. 110

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