Un comunicato del Cdr del Tg3

CdR_Tg3

No a ipotesi ‘liquidatorie’ del Tg3. A parlare per noi sono innanzitutto i nostri telespettatori, in continuo aumento.

“Nessuna ‘normalizzazione’ per l’informazione del Tg3“. Il comitato di redazione del Tg3, con una nota, “respinge l’ipotesi di scelte liquidatorie del ruolo della testata nel sistema informativo italiano e chiede a Usigrai ed Fnsi di continuare a vigilare perchè esse non abbiano luogo.

Le polemiche delle ultime settimane a cominciare dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, fanno pensare ad una tentazione di risolvere ‘l’anomalia Tg3’ da parte di alcune aree politiche che, evidentemente, non trovano ‘accettabile’ un’informazione che dia ai cittadini tutte le notizie, nessuna esclusa, in coerenza con lo spirito autentico del servizio pubblico“.

“A parlare per noi -continua il Cdr del Tg3– sono innanzitutto i nostri telespettatori in continuo aumento, con buona pace di chi trova il Tg3 ‘deviato’ o ‘noioso’. Migliorare è sempre possibile, ma rivendichiamo con orgoglio le nostre scelte in un panorama informativo viziato da un conflitto di interessi non risolto e condizionato da un governo che ha più volte dichiarato di non gradire alcuna voce critica. Respingiamo il principio che la direzione del Tg3, e in generale qualsiasi nomina Rai, debba dipendere dall’esito di un congresso di partito”.

“Al di là di ogni polemica -aggiunge il Cdr del Tg3- è il consiglio di amministrazione a dover tutelare il pluralismo informativo, e compiere scelte basate su criteri professionali ed editoriali trasparenti. Secondo un articolo di Time nel nostro Paese ci si fida poco della stampa, troppo attenta ai potenti e poco ai cittadini: coerenti con i valori democratici della nostra tradizione noi continueremo a fare il nostro lavoro senza accettare colpi di mano che comprometterebbero il nostro sforzo di offrire un informazione completa e indipendente”.

Carlo Verna, segretario nazionale Usigrai condivide l’invito del vice presidente della commissione di vigilanza Giorgio Merlo. “Il cda scelga subito all’unanimità per il Tg3 e RaiTre. Ma è cruciale quel che afferma il CdR del Tg3: nessuna normalizzazione, dunque, se s’intende cambiare, il vertice aziendale spieghi anche perchè. Avvicendare chi ha ascolti in crescita porta con sè la presunzione di atto politico estraneo a logiche corrette e pulite di gestione industriale. E il contesto è quello in cui il dg Masi ha già attuato piani coincidenti con quelli elaborati a palazzo Grazioli”.

Il testo è sulla pagina Facebook del Tg3

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