D’Alema, Calderoli, riforma costituzionale, legge elettorale

Il 19 Dicembre scorso Massimo D’Alema a Che tempo che fa aveva accennato alla necessità di una riforma costituzionale in Italia, guardandosi bene dallo spiegare cosa intendesse, e quale metafisico problema avesse individuato, da sciogliere con un meccanismo così rilevante.

Stamattina su La Repubblica in un’intervista, il Ministro Calderoli chiede all’opposizione, PD in testa, di accordarsi sul federalismo, offrendo in cambio un ritocco della legge elettorale, ed una riforma costituzionale. Nell’intervista afferma di essere stato contattato da un nome importante del PD.

Anche lui si guarda bene dallo spiegare motivazioni e finalità di una modifica della Carta.

In assenza di elementi certi di giudizio, che i nostri politici intellettuali non ritengono mai di dover fornire, quasi che il loro compito non sia quello di lavorare per noi e con noi, ma quello di dar vita a Fondazioni varie, o a colloqui nelle stanze del potere dei quali a noi non arriva mai nulla, mi permetto di dire che mi sono stufato: di questi politici, della parola riforme, che sento dire dai tempi di Craxi, del vaniloquio, e della barriera opaca che esiste tra noi ed il potere.

Se un politico non sa gestire il concreto, il quotidiano, e l’ordinario, se ne vada a casa.

Se un politico non sa guadagnarsi il consenso dei cittadini attraverso il suo operato, non cerchi di aggirare l’ostacolo cambiando a suo piacimento le regole esistenti.

Non abbiamo bisogno di riforme costituzionali, abbiamo bisogno di gente corretta, che al momento giusto, se necessario, sappia dire:”Me ne vado”. Ma non a Che tempo che fa.

Annunci