Anna Maria Bernini, Roberto Castelli, Annozero, federalismo, Giorgio Napolitano

Giovedì 3 Febbraio: su Rai Due va in onda Annozero, titolo della puntataIl re nudo“. Argomenti della serata: la richiesta di perquisizione nei confronti del ragioniere di Silvio Berlusconi in relazione al caso Ruby, il voto negativo della Commissione bicamerale sul federalismo, il futuro del governo.

Tra gli ospiti l’On. Anna Maria Bernini (PDL), ed il Senatore Roberto Castelli (Lega Nord).

Nel tardo pomeriggio la Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale ha respinto il decreto in esame. Il Consiglio dei Ministri viene convocato d’urgenza per approvare comunque il decreto legislativo bocciato.

L’On. Bernini ed il Senatore Castelli, rispettivamente avvocato ed ingegnere, con encomiabile energia spiegano agli ospiti in trasmissione, e a noi telespettatori che la bocciatura in realtà è un non parere (la votazione è stata 15 favorevoli, 15 contrari), che il Consiglio dei Ministri può approvare il testo, che verrà inviato alla firma del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

A chi obietta (Di Pietro ma non solo) che la procedura non è così priva di aspetti critici, viene risposto con un fiume di parole (Bernini), e con l’invito beffardo (Castelli) ad andare a studiarsi le norme.

Si citano commi, leggi, articoli, deleghe e via dicendo.

Mentre cerco di capire il senso di quanto era accaduto, mi torna in mente il povero Renzo Tramaglino (I promessi sposi, Alessandro Manzoni), che cercando spiegazioni per il suo mancato matrimonio con Lucia Mondella si rivolge all’avvocato Azzeccagarbugli, che, in ossequio al felice soprannome, rovescia sul malcapitato una quantità impressionante di citazioni latine senza costrutto alcuno, al solo fine di allontanarlo dal suo studio, confondendogli le idee, dopo aver capito che c’è di mezzo il potente Don Rodrigo (questi potenti sempre a caccia di giovani donne!).

Il giorno dopo, il Presidente Napolitano, con una elegante comunicazione al Presidente del Consiglio Berlusconi, spiega le motivazioni per le quali il decreto frettolosamente approvato ed inviato alla sua firma, non è ricevibile. I neretti sono miei. Leggendo con attenzione la lettera, emergono con molta chiarezza alcune caratteristiche del centro-destra: alterare dati di fatto (un parere negativo è definito non parere), svuotare la funzione del Parlamento (non si ritorna alle Camere, ma le si scavalcano), misconoscere regole e prassi istituzionali (il Quirinale non è informato della convocazione di un Consiglio dei Ministri). A mio parere, scandali a parte, basta questo per dire che il centro-destra non è idoneo a governare il Paese.

La fonte del testo della lettera è Il Fatto Quotidiano.

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“Mi è stato preannunciato l’invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato.

Devo subito rilevare che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dall’art. 2, commi 3 e 4, della legge n. 42 del 2009: sono pertanto costretto a non ricevere il decreto approvato dal Governo, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza.

Infatti mi risulta che il testo è diverso da quello originariamente approvato dal Governo e trasmesso alla Conferenza unificata e alle Camere ai sensi e per gli effetti delle disposizioni richiamate ed è identico alla proposta di parere favorevole condizionato formulata dal Presidente della Commissione bicamerale: proposta che è stata respinta dalla stessa Commissione ai sensi delle norme stabilite dai Regolamenti parlamentari allorché su di una proposta si registri parità di voti e dello stesso art. 7, comma 1, del Regolamento interno della Commissione bicamerale. Né tale pronunciamento può evidentemente assimilarsi ad una mancanza di parere. Su quel testo la Commissione bilancio della Camera ha successivamente deliberato all’unanimità di non esprimersi proprio perché lo ha considerato “superato” per gli stessi motivi. Infine il Governo deve ottemperare all’obbligo previsto dall’ultimo periodo del comma 4 dell’art. 2 della legge delega di esporre sia alle Camere sia alla Conferenza unificata le ragioni per le quali ha ritenuto di procedere in difformità dai suindicati orientamenti parlamentari e senza aver conseguito l’intesa nella stessa Conferenza, come risulta dal verbale in data 28 ottobre 2010.

Tanto premesso sul piano strettamente procedimentale, sento il dovere di richiamare l’attenzione del Governo sulla necessità di un pieno coinvolgimento del Parlamento, delle Regioni e degli Enti locali nel complesso procedimento di attuazione del federalismo fiscale. La rilevanza e delicatezza delle conseguenze che ne deriveranno sull’impiego delle risorse pubbliche e in particolare sull’assetto definitivo del sistema delle autonomie delineato dal nuovo titolo V° della Costituzione suggerisce infatti un clima di larga condivisione, così come si è del resto verificato in occasione della approvazione della legge n. 42 del 2009 e della emanazione dei tre precedenti decreti delegati. E di ciò ho avuto modo di dare più volte pubblicamente atto, ritenendolo il metodo più corretto ed utile per l’attuazione di una così importante riforma costituzionale. Se in questo caso non c’è stata condivisione sul piano sostanziale, più che opportuno resta evitare una rottura anche sul piano procedimentale, per violazione di puntuali disposizioni della legge.

Né posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del Governo senza la fissazione dell’ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il Presidente della Repubblica, tanto meno consultandolo sull’intendimento di procedere all’approvazione definitiva del decreto legislativo.

Sono certo che ella comprenderà lo spirito che anima queste mie osservazioni e considerazioni”.

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