Processo Mediaset: un cittadino scrive al Presidente della Repubblica

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Ho inviato alcune riflessioni sulla vicenda Mediaset al Presidente della Repubblica.

“Gentilissimo Presidente Napolitano,
Le scrivo per esprimerLe la mia preoccupazione per l’esito del processo Mediaset a carico del Senatore Silvio Berlusconi.
Trovo estremamente serio che un rappresentante delle istituzioni sia stato ritenuto colpevole di un reato così grave, in un Paese come il nostro nel quale evasione fiscale e corruzione sottraggono ogni anno ingentissime risorse economiche che potrebbero essere impiegate per il lavoro, la sanità, la scuola pubblica, la tutela del paesaggio e dei beni culturali.
Nei Paesi democraticamente avanzati in questi casi il personaggio pubblico convoca una conferenza stampa, si scusa con i cittadini, e nel giro di poche ore o giorni lascia spontaneamente il proprio incarico, obbedendo alle leggi, ed a regole di onorabilità radicate nei cittadini e nei loro rappresentanti.
Tutto questo, almeno sino ad oggi, non è avvenuto: purtroppo il Senatore Berlusconi ha lanciato accuse gravi di parzialità alla Magistratura, ed i parlamentari della sua formazione politica l’hanno accolto in una riunione allargata con una standing ovation, almeno secondo quanto riportato da fonti giornalistiche della televisione di Stato.
Questo induce ragionevolmente a ritenere che un’ampia quota di membri del Parlamento italiano non rispetti le sentenze della Magistratura, e non riconosca ad essa il ruolo istituzionale che le compete.
Se si riflette sul fatto che questo Parlamento è stato chiamato a modificare la vigente Carta costituzionale, non risulta difficile intuire il mio sconcerto.
Poichè gli stessi parlamentari stanno ripetutamente dichiarando che è prioritaria una riforma della giustizia, mi chiedo quale direzione stia prendendo il nostro Paese, e quando ci si vorrà dedicare realmente alla risoluzione della grave crisi, non solo economica come si vede, che stiamo attraversando.
Come se non bastasse, in queste ultime ore cominciano a circolare voci di una possibile richiesta di grazia per il Senatore.
Ho sempre creduto che coloro che rivestono una carica pubblica, dalla meno rilevante alla più alta, debbano con le loro parole, i loro atti, le loro decisioni, i loro comportamenti pubblici e privati essere di esempio per i cittadini, e continuo a ritenerlo.
Ho altresì sempre rispettato le istituzioni, e coloro che le rappresentano.
Mi auguro che gli sviluppi di questa vicenda non mi inducano a ritenere che per il mio Paese non vi sia più nulla da fare, e che non vi sia in esso alcuno in cui credere.
Le porgo distinti saluti, ringraziandoLa per l’attenzione che vorrà dedicare a questa mia.”

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