La #democrazia, le #istituzioni nella vita quotidiana. #corruzione #UnioneEuropea #terremoto #F35 @Presa_Diretta

Difficile sapere quando si calmeranno le acque, e la nostra nave potrà riprendere lieve il viaggio verso il futuro, nella costruzione di un’Italia migliore, dopo la tempesta politico-emotiva che tutti ha coinvolto: parlamentari, Presidente della Camera, maggioranza, opposizione, partiti, movimento, giornalisti della carta stampata, della carta elettronica, delle radio, delle televisioni, e via via sino a giuristi, avvocati, esperti, filosofi, storici, opinionisti, conduttori televisivi, Web, blog, Facebook, Twitter.
C’è stato di tutto, e di più: volgarità maschili (un classico nel nostro Paese), uso del corpo fisico per bloccare lavori, o per tappare la bocca a capigruppo desiderosi di esprimersi, interviste e controinterviste, sondaggi online che hanno scatenato commenti volgari (un classico della Rete, per chi è avvezzo a muoversi sul Web), si è dato fuoco ad un libro, è volato qualche schiaffo virile verso un volto muliebre (un altro classico italiano), e c’è stato un gran levarsi di sopracciglia, in atto di sdegno.
Tutti, mi pare, ritengono di essersi mossi, ciascuno a suo modo, per tutelare la democrazia, e lo hanno fatto in modi diversi.
Una tempesta succosa, e, soprattutto, di quelle che piacciono perchè ben si prestano al gioco “O con me o contro di me”, detto anche del “Tu da quale parte stai?”, e perchè, forse, l’impegno per partecipare è minimo.
Pensavo stamattina, perdonate il tentativo di sorridere ed alleggerire un po’ questo post, a quelle tempeste che si scatenano tra fidanzati e rispettive famiglie quando è in preparazione un matrimonio: come molti sanno, la preparazione del matrimonio è un periodo che può logorare i nervi, e sul colore di un fiore da scegliere per i tavoli possono esplodere crisi insanabili.

Detto questo, vorrei segnalare la bella puntata di Presa Diretta di ieri sera, Terremoti. Si è parlato della ricostruzione de L’Aquila, di come sono stati spesi i soldi, molti soldi, dati dall’Unione Europea per gli interventi urgenti da adottare, se sono stati destinati, e da chi, all’uso previsto o distratti verso altri fini, da quale Governo sono stati distratti (Berlusconi), si è parlato dei costi lievitati delle case delle New Town, della loro qualità e sicurezza, a suo tempo tanto elogiate.

Si è parlato successivamente dei costi, e della qualità degli aerei F-35, delle promesse elettorali del PDL (Berlusconi) e del PD (Bersani) di riduzione dell’acquisto preventivato di tali strumenti, e dell’imminenza di decisioni al riguardo. A questo punto vi chiederete dove voglio arrivare: è semplice.

Nella puntata di Iacona ci sono tutti gli elementi, almeno i principali, presenti nell’uragano dei giorni scorsi: come vengono spesi i soldi pubblici, cioè dei cittadini, quanto siano trasparenti e corrette le istituzioni nelle loro decisioni per la tutela del bene comune (democrazia), l’importanza delle regole e della responsabilità personale (le sanzioni agli esponenti del M5S che hanno deragliato, le sanzioni a coloro che hanno infranto regole durante la parziale ricostruzione), il rispetto del cittadino, per conto del quale si amministra, nel mantenere gli impegni presi in campagna elettorale. Tornando al matrimonio, e citando Violante, ricordo che in genere, e nonostante le tempeste, la festa nuziale va bene, “ma poi qualcuno dovrà lavare i piatti”. Strepitare sdegnati per la democrazia è nobile, vuol dire che siamo reattivi, ma poi il matrimonio / il Paese si regge sulla quotidianità che va gestita ed affrontata nel migliore dei modi. Tutti coloro che in questi giorni hanno gridato, o argomentato, o ci hanno informato, da una parte e  dall’altra, del pericolo che le nostre istituzioni stanno correndo, possono per favore esprimersi sui temi evocati da Iacona, fare nomi e cognomi, dare voti a questo ed a quello, spiegarci come intendono impegnarsi affinchè non si abbiano a ripetere scandali orrendi come quello perpetrato ai danni dei cittadini aquilani e non solo? Chi allora governava vuole dirci attraverso quali atti amministrativi, firmati da chi, sono stati distratti centinaia di milioni di euro? L’opposizione di allora può spiegarci se aveva modo di controllare quel che succedeva, e, se non lo aveva, può, oggi, farsi promotrice di cambiamenti di regole che in futuro ci aiuteranno a non essere i primi nell’orrida classifica della corruzione, e non solo, in Europa? Vogliamo definitivamente escludere, in tutti i modi, tutti, dalla politica chi dà prova di malafede, scorrettezza, inclinazione al reato? Vogliamo, per usare uno slogan orribile, “cambiare passo”?

Una democrazia reale si fonda su atti semplici, quotidiani, poco roboanti ma efficaci, non sugli strepiti che durano qualche giorno, per poi continuare come nulla fosse.

Il rapporto dell’Unione Europea, la campagna Riparte il Futuro di Libera ed altre associazioni, indicano qualche misura da prendere: ripristino del falso in bilancio, ritocco della prescrizione, regole severe sulla corruzione, regolamentazione dei conflitti di interesse. Temi sui quali decidere? Temi da non citare?

Fateci sapere.

PS Su Il Sole 24 Ore di oggi viene riassunta la vicenda Alitalia, dal 2008 ad oggi. È interessante dare un’occhiata, per rinfrescarsi la memoria. Sapere da dove veniamo, ricordarsi in compagnia di chi siamo, ci aiuta, forse, ad andare verso un futuro migliore. L’oblio di convenienza è dannoso.

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