#Frane, #alluvioni, #disoccupazione: e loro, di cosa parlano? #politici #paesereale

Mentre è cronaca quotidiana che ad ogni goccia di pioggia un pezzetto del nostro Paese crolla, una casa si allaga, e, non di rado, qualcuno viene portato via dalle acque, mentre è cronaca quotidiana (basta entrare in un supermercato per notarlo) che in molte, troppo famiglie vi sono difficoltà per mettere tre volte al giorno qualcosa sulla tavola, e troppi giovani diventano anziani a casa di mamma e papà, loro disquisiscono.
Ma dove?
In televisione, naturalmente.
E di cosa?
Li guardi parlare, accalorarsi, sempre distesi e riposati in orari nei quali chi fa un lavoro normale (fortunato) ha già sonno, sui 3/5, 4/6, 3/8, 37%, 3% della legge elettorale, un argomento del quale parlano da anni, senza aver cavato un ragno dal buco.
Li guardi, e ti chiedi dove vivano, qui da noi, o altrove, in un altrove lontano, irreale, reso artificialmente vicino dalla tv.
Dall’alto dei loro stipendi, emolumenti, privilegi decisi e basati sul nulla, dall’alto delle loro poltrone dorate, e della vita, sì, della vita tutta dedicata alla “politica”, dalla quale sembrano e spergiurano di allontanarsi, ma nella quale nuotano sempre, pronti a votare qualsiasi cosa dietro indicazione che arriva con un SMS, pronti a raggiungere, con noncuranza, magari il Quirinale, accompagnati da figure delle quali non si capiscono i meriti, i titoli.
Pronti a dire che prima di sbloccare i contratti di questa o quella categoria bisogna risanare l’Italia, che ne ha veramente bisogno, ma sempre dall’alto di una situazione economica personale ingiustamente privilegiata, esonerata da qualsiasi forma di valutazione.
Che vergogna, e che disgusto.
E ti chiedi dove sia finita la dignità, la loro, e la nostra, che continuiamo a disquisire delle loro vacue parole, e promesse.

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