Referendum costituzionale: Tutte le contorsioni di Matteo Renzi

Matteo Renzi

“È davvero curiosa questa storia di Matteo Renzi che si lamenta, anzi protesta perché i suoi avversari stanno trasformando la campagna referendaria sulla riforma costituzionale in una campagna contro di lui. A impostare le cose su questo piano è stato lui stesso, non so se più coraggiosamente o più imprudentemente, annunciando più volte la conclusione della sua bruciante avventura politica, cioè le dimissioni e il ritorno a casa, in caso di vittoria del no. E mobilitandosi in prima persona per la costituzione di un’infinità di comitati referendari del sì composti ciascuno da un minimo di dieci a un massimo di cinquanta persone, che potremmo pure definire attivisti per il ruolo loro affidato di promuovere il consenso alla riforma, e al governo che se n’è intestato il merito.

Persino l’ormai renziano Staino fa dire al segretario del Pd nella sua quotidiana e urticante vignetta sul giornale del partito: “Vabbe’ ho personalizzato un po’ il referendum sulla riforma costituzionale, ma vi sembra un motivo sufficiente perché lo personalizziate tutti?”.

I Graffi di Damato

(segue su Formiche)

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NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

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