Referendum costituzionale: Brexit, Farage, Maria Elena Boschi

MEB

Poco dopo la diffusione dei risultati del referendum sulla Brexit, Nigel Farage, segretario dell’UKIP, Partito per l’Indipendenza del Regno Unito, ha ammesso che una delle promesse fatte dal suo partito nella campagna referendaria (uscendo dall’UE il Regno Unito avrà a disposizione 350 milioni di sterline che potranno essere investiti per migliorare il Servizio Sanitario) era falsa. Tutti i commentatori hanno sottolineato che in molti hanno votato Leave proprio per questa ragione.

Sarebbe stato forse utile chiedere a Farage come e perchè si sarebbe resa disponibile una somma così ingente. Evidentemente nessuno l’ha fatto, o nessuno si è dato il compito di capire meglio, o nessuno si è chiesto quali fossero i nessi tra i due eventi, l’esito referendario che tutti conosciamo da una parte, ed il miglioramento del Servizio Sanitario, che evidentemente non deve essere messo molto bene, dall’altra, o forse nessuno ha ascoltato chi si è mosso per comprendere e far comprendere.

Appresa la notizia, ho subito pensato a Maria Elena Boschi, la Ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento del Governo Renzi.

Pochi giorni fa, a proposito del referendum costituzionale di Ottobre, Boschi ha affermato che la vittoria del Sì consentirà risparmi quantificati in circa 490 milioni di euro e un aumento del Pil che potrebbe valere intorno ai 100 miliardi di euro in un decennio.

Poichè non ha spiegato attraverso quali meccanismi si avvererà questo miracolo, resto fermamente convinto che voterò NO.

PS. Un tarlo mi tormenta da qualche giorno: spunterà nei prossimi giorni, o mesi che ci aspettano prima di Ottobre, l’idea peregrina e fasulla che in questo quadro di “incertezza” europea sia meglio votare Sì al referendum, per non creare scossoni che potrebbero esitare in una crisi di governo “al buio”? Vediamo se ho il dono di predire il futuro. :)

Il 4 Dicembre voterò NO.

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NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

 

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