Referendum costituzionale: #IoVotoNo

iovotono

Siamo giunti al termine del lunghissimo, così l’ha voluto il Governo Renzi, periodo di attesa del referendum costituzionale, che certamente poteva essere tenuto nel mese di Ottobre scorso.

Se questo è servito a capire meglio quali siano i veri quesiti che ci vengono sottoposti, l’enorme portata delle conseguenze del cambiamento di 47 articoli della Costituzione vigente (non si direbbe leggendo la scheda, vero?), allora anche questo lungo periodo va bene.

Dispiace che la RAI abbia, pur rispettando occhio e croce i tempi da concedere alle due parti (il Sì ed il No), abbia usato il tempo in maniera non proprio equilibrata.

Posso dare un tempo uguale a due esponenti degli schieramenti, ma c’è modo e modo di parlare di quel che dicono, o hanno detto, come pure è semplice scegliere le persone che parleranno in modo da lasciar passare messaggi subliminali che fanno il gioco di una delle due parti.

In ogni caso, se questa mia percezione è corretta, anche ciò è ormai stato.

Domenica si vota: mi auguro che a votare saremo in tanti, segno che per qualche misteriosa ragione percepiamo ancora l’importanza della Carta Costituzionale.

Lunedì sapremo come è andata: naturalmente spero fortemente che la riforma venga respinta, e siano i No ad esser maggioranza.

Chi vivrà, vedrà.

Per chi vuole approfondire ancora, ai link inseriti a destra in questo blog, un’ultima chance: lo Speciale NO de Il Fatto Quotidiano.

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NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

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