Campi Rom, senza casa, ghetti, sfruttamento dei migranti, terremotati

Quello che mi addolora è vedere nel nostro Paese palazzi come questo, costruiti senza la minima attenzione alla bellezza, tanto per tirar su un edificio che sarà la casa-ghetto di famiglie disagiate.

Quello che mi addolora è sapere che nel nostro Paese esistono baracche, sì, baracche, nelle quali trovano riparo esseri umani che al mattino presto vengono prelevati e portati a lavorare nei campi per raccogliere i pomodori che poi arriveranno sulle nostre tavole, per essere mangiati con noncuranza, nel privilegio della nostra esistenza.

Quello che mi addolora è sapere che nel nostro Paese vi siano campi fatiscenti, orrendi a vedersi, nei quali vivono esseri umani, soli, o con le loro famiglie, isolati, in periferie, e circondati da altri esseri umani che non li vogliono.

Quello che mi addolora è sapere che in alcune zone del nostro Paese da anni, in alcuni casi da decenni, esseri umani vivono in condizioni precarie perché un giorno un terremoto ha distrutto la loro vita di prima, e le promesse fatte dalle Istituzioni il giorno stesso, il giorno dopo l’evento naturale, non sono state mantenute.

Quello che mi addolora è il pensiero che vivere in queste condizioni, nel nostro Paese, debba essere orrendo.

Orrendo perché a chi vive in queste condizioni è negata la possibilità di pensare al suo futuro, essendo ingabbiato in un orrendo, squallido presente sempre uguale a se stesso e, per di più, accompagnato dall’isolamento, dal pregiudizio, dalla persecuzione, o dal semplice oblio.

Non importa il colore della pelle, la provenienza, la storia che ti ha portato a vivere in quel palazzo nella foto, in quella baracca, in quel campo, in quel container: ciò che conta è che sei un essere umano, hai diritto a poter vivere in condizioni nelle quali la tua dignità non sia calpestata, e a poter immaginare un futuro diverso, per te, e per i tuoi figli.

Quel che è orrendo è che il nostro Paese permetta che tutto ciò esista, e non si muova per rendere migliore la vita di questi esseri umani.

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Nasce il Governo Neutrale – Mattarella – Cottarelli

E così sta nascendo in queste ore il Governo neutrale, a seguito del veto del Presidente Mattarella al nome Paolo Savona per la “casella” del Ministero del Tesoro, Governo che sarà guidato dall’esperto del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Carlo Cottarelli.

Sembrerebbe scontato che sarà un Governo senza la fiducia del Parlamento, organo la cui funzione si sta sempre più limitando al semplice discutere, per così dire, e sottoscrivere iniziative di tipo governativo.

Questo altererà non poco il rapporto cittadino – Istituzioni.

Il veto di Mattarella ha avviato discussioni non componibili tra diversi punti di vista: posto che la Presidenza della Repubblica ha questa facoltà, di quali fattori deve tener conto per essere esercitata? O non vi sono fattori specifici?

I cittadini che hanno votato come hanno preso questo passaggio? Quali sentimenti sono stati attivati verso l’Unione Europea, e verso le due forze politiche che avevano formulato una proposta (Lega, M5S)? Quale senso di partecipazione reale alla vita democratica viene percepito dall’elettore che potrebbe pensare “Del mio voto non importa niente a nessuno?” Vi saranno effetti di polarizzazione estrema? Picchi di astensionismo alla prossima tornata elettorale? Incremento del bacino elettorale delle due forze che hanno ricevuto 17.000.000 di voti?

Tutto questo non è irrilevante, e sicuramente se ne sarà tenuto conto al momento di decidere di tranquillizzare i Paesi UE, le Agenzie di rating, la Germania, i mercati.

Ma a lungo termine nessuno sa dire cosa accadrà realmente (a parte l’opportunismo  ridicolo di quelle forze politiche, e di quegli artisti non giornalisti che “si schierano senza se e senza ma”, pur non avendo l’altezza e la prestanza dei corazzieri a fianco del Presidente Mattarella, che non ha certo bisogno di loro).

Un vero e proprio salto nel buio, che temo non ci farà bene.

Cittadino impotente – Politiche 2018

Salvini, vista l’aria che tira (Renzi che da ex-segretario sbarra la strada a quella parte del PD che vorrebbe dialogare con il M5S), “dimentica” il suo “Mai con il PD”, pensando a questo partito per modificare in senso peggiorativo l’orrenda legge elettorale a firma PD, il Rosatellum, per sistemarsela su misura, e poi tornare al voto.

Facendosi così beffe, come sempre, del bene e dei problemi degli italiani, per una mera ambizione di potere.

Ho ripensato ai mille referendum ai quali ho partecipato, alle mille volte in cui ho votato, alle mille volte in cui mi sono indignato durante la lettura di un quotidiano, durante l’ascolto di un notiziario, durante un’intervista fuori luogo, senza senso.

Credo che la conclusione alla quale sono giunto sia molto semplice, molto vera, molto dura e dolorosa.
Posso scrivere sul Web dove e come mi pare, certo, ma niente di più.
Il mio voto non conta, il mio pensiero è ignorato, la mia voce inascoltata.
Semplicemente perchè sono un anonimo cittadino impotente

Fake news e realtà

Mi alzo al mattino, in una città inquinata.

Raggiungo la stazione, salgo su un treno stracolmo di gente che come me lavora altrove: non c’è posto per tutti, non è garantita la puntualità.

Se entro in un Ente pubblico di ricerca, lo trovo quasi sicuramente occupato da precari definiti storici: una media di 15 anni di contratti i più fantasiosi, pur di non garantire diritti, ricevendo in cambio dedizione e lavoro di alto livello.

Se entro in una scuola pubblica, mi viene chiesto un contributo di 50 euro per garantire la possibilità di acquistare materiali utili per la didattica; se manca un docente della prima o della ultima ora gli studenti entrano dopo o, rispettivamente, escono prima, chè la scuola non ha soldi, nè per i materiali, nè per pagare le supplenze.

Se entro in un Pronto Soccorso, trovo poco personale, stremato, che fronteggia una marea di pazienti accettati con vari codici: le assunzioni sono bloccate dal 1993.

Se guardo un bene artistico, archeologico, molto probabilmente è trascurato da anni, o è curato da altri precari: le assunzioni sono bloccate, e le scuole che formano questi operatori di alto livello non sono adeguatamente finanziate.

Se vivo a Taranto, i miei figli possono trovarsi nella situazione di non poter uscire di casa, per giocare, per andare a scuola, a causa dell’inquinamento portato sull’uscio di casa dal vento.

Se guardo un programma tv, rischio di incappare in un tale, definito delinquente naturale, che parla di programmi elettorali, riduzione delle tasse, ed altre stupidaggini di questo tipo, senza che alcuno gli chieda “Ma cosa sta dicendo?”.

Se guardo la tv, magari un programma più qualificato del precedente, scopro il dramma della città di Castel Volturno, con gente senza casa, senza legge, preda della criminalità organizzata, che vive vicino ad un mare stupendo.

Alle porte di Roma criminali sparano, gente “perbene” prende a testate i giornalisti che fanno il loro lavoro.

Poi scopro che per i politici i problemi degli italiani sono le notizie false, le fake news, come preferiscono chiamarle per farsi belli.

Ma i nostri problemi reali chi li risolve?

Mala tempora currunt

Solo nel nostro Paese, che a torto si ritiene civile, esistono politici che si augurano di confrontarsi alle elezioni con delinquenti naturali, partiti che ne legittimano la presenza sulla scena politica, talk-show che li invitano (e cittadini che li applaudono),  giornalisti disposti a votarli.
Solo nel nostro Paese.
Un vero orrore, una vera mancanza di dirittura morale, di dignità, di desiderio di riscatto, in una schifosa commistione di legge e non-legge, di regole e di stravolgimento di regole, in un tutto va bene purché tutto questo rivoltante carosello continui, tagliando le gambe al presente, e distruggendo ogni futuro, ogni speranza.

Referendum costituzionale: riforma respinta

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La riforma costituzionale del Governo Renzi è stata respinta dai cittadini.

Ringrazio tutti coloro che hanno votato, per l’attenzione verso la Costituzione.

Ringrazio coloro che, come me, hanno votato No, per aver aperto un piccolo squarcio di luce in un cielo pesante da troppo tempo.

La Costituzione resta con noi.

 

Referendum costituzionale: #IoVotoNo

iovotono

Siamo giunti al termine del lunghissimo, così l’ha voluto il Governo Renzi, periodo di attesa del referendum costituzionale, che certamente poteva essere tenuto nel mese di Ottobre scorso.

Se questo è servito a capire meglio quali siano i veri quesiti che ci vengono sottoposti, l’enorme portata delle conseguenze del cambiamento di 47 articoli della Costituzione vigente (non si direbbe leggendo la scheda, vero?), allora anche questo lungo periodo va bene.

Dispiace che la RAI abbia, pur rispettando occhio e croce i tempi da concedere alle due parti (il Sì ed il No), abbia usato il tempo in maniera non proprio equilibrata.

Posso dare un tempo uguale a due esponenti degli schieramenti, ma c’è modo e modo di parlare di quel che dicono, o hanno detto, come pure è semplice scegliere le persone che parleranno in modo da lasciar passare messaggi subliminali che fanno il gioco di una delle due parti.

In ogni caso, se questa mia percezione è corretta, anche ciò è ormai stato.

Domenica si vota: mi auguro che a votare saremo in tanti, segno che per qualche misteriosa ragione percepiamo ancora l’importanza della Carta Costituzionale.

Lunedì sapremo come è andata: naturalmente spero fortemente che la riforma venga respinta, e siano i No ad esser maggioranza.

Chi vivrà, vedrà.

Per chi vuole approfondire ancora, ai link inseriti a destra in questo blog, un’ultima chance: lo Speciale NO de Il Fatto Quotidiano.

Gli aggiornamenti sul tema “Referendum costituzionale” sono su Facebook.

NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.