Referendum costituzionale: se vince il Sì, il risultato come verrà interpretato da Renzi, dal Governo, dal PD, dai suoi militanti ed elettori?

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Osservando in questi mesi, quando ne ho avuto l’occasione, le modalità ed i contenuti comunicativi di coloro che fanno propaganda per il Sì al referendum costituzionale, o comunque hanno deciso di votare Sì, mi sono convinto che uno degli effetti di una possibile vittoria di questo orientamento non sarà positivo.

Ovviamente se i Sì saranno in maggioranza, la riforma costituzionale Renzi-Boschi diverrà realtà, e questo è il primo, naturale effetto del referendum.

Il secondo si materializzerà, e spero di sbagliarmi, all’interno del Partito Democratico, partendo dal vertice del Consiglio dei Ministri, passando al Segretario del Partito (stessa persona), per finire con i parlamentari, gli iscritti e gli elettori.

Il Sì sarà vissuto come sì a Renzi, al suo Governo alle sue politiche, come sì al PD, a tutte le iniziative parlamentari, legislative, governative che queste strutture partoriranno da qui alla fine della legislatura?

In sintesi, il Sì sarà il segnale tanto atteso per dire “I cittadini sono con noi, siamo la maggioranza, e quindi possiamo muoverci con grande libertà, senza dover render conto, senza dover discutere con chi ha una visione diversa”?

Chi non è d’accordo, l’abbiamo visto da tempo, è un rosicone, un vecchio, uno attaccato alla poltrona, uno che vuole il ritorno di non si sa bene quali mostri, un gufo, un professorone, o, nell’ultima becera versione, un essere spregevole (la famosa accozzaglia).

L’ubriacatura potrebbe essere molto forte.

Può darsi che mi sbagli, e che dopo il caos mediatico di questi interminabili mesi (ma non potevamo votare ad Ottobre?), si giunga alla calma, ad un gradito bon ton istituzionale, a ragionare sui nostri problemi, a tentare di trovare delle soluzioni.

Vedremo.

Il 4 Dicembre voterò NO.

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NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

Referendum costituzionale: Montanari, Raggi, D’Alema, Roma, M5S, PD

Oggi vi segnalo un’intervista al Prof. Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte moderna all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e vicepresidente dell’Associazione Libertà e Giustizia, che sostengo da anni, pubblicata da Il Fatto Quotidiano. L’intervista prende spunto dalla notizia, apparsa su La Repubblica, che D’Alema avrebbe dichiarato che pur di non votare Renzi, voterebbe Lucifero e, conseguentemente, non avrebbe difficoltà ad appoggiare al ballottaggio di Roma Virginia Raggi, M5S, invece di Roberto Giachetti, PD.

Estraggo alcuni punti, che condivido pienamente, rimandandovi in calce all’intero testo.

“Forse ci sarebbero cose più serie di cui parlare. Lo dico da vicepresidente di Libertà e Giustizia: se si discutesse delle ragioni del ‘NO’ al referendum [costituzionale] un decimo di quanto si parla delle telefonate di Massimo D’Alema, sarebbe un Paese migliore”.

“Il fatto che il M5S stia per conquistare Roma e che in questo momento ragioni non come il Pd o come la destra con una logica di appartenenza, ma si apra a persone molto diverse dalla sua storia come me, e in particolare che si apra a persone e a idee della sinistra, ha incuriosito molti e ha creato un dibattito”.

“Il programma del Pd non riserva nessuna sorpresa: continuerà tutto come prima, spero non la corruzione. Giachetti mi sembra una persona pulita, quello che che c’è dietro di lui mi piace di meno e mi dà minori garanzie, è il motivo per cui voterei la Raggi se fossi residente a Roma. Su tanti punti condivido il suo programma. In generale mi pare che i 5 stelle abbiano un’idea della cultura molto simile alla mia: cultura non come mercato, che è l’idea di Renzi e del Pd, ma come strumento per ridare sovranità ai cittadini e renderli partecipi della vita politica”.

“Renzi non c’entra nulla con la storia della sinistra. E’ un gigantesco equivoco che Renzi oggi, invece di guidare Forza Italia, sia il leader del Pd. Sarebbe il leader ideale di Forza Italia per le idee che ha e le leggi che sta facendo. Lo Sblocca Italia, la riforma della Costituzione, la riforma della scuola sono tutte cose che hanno un minimo comune denominatore: il primato assoluto del mercato. Nel momento in cui in un modo assurdo, con delle primarie aperte anche da non iscritto al partito diventa segretario del Pd, chi è di sinistra in quel partito si ponga il problema: o riuscire a recuperare il partito o uscirne. A un certo punto D’Alema e molti altri dovranno decidersi“.

(Da Il Fatto Quotidiano)

NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

20 maggio: sciopero personale Università, Enti di Ricerca, Scuola, AFAM

“Anche per l’Università, la Ricerca e l’AFAM [Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica] – così come per la scuola che sciopera nella stessa giornata – il 20 maggio 2016 sarà una giornata di blocco di tutte le attività: FLC CGIL e UIL RUA hanno infatti proclamato lo sciopero nazionale di tutto il personale che lavora nelle Università, negli Enti di Ricerca e nell’Alta Formazione Artistica e Musicale.

[…]

La situazione di questi settori, privi di contratto nazionale da oltre 7 anni, in una crisi decennale di finanziamenti, con un esplosivo problema di precariato e di mancato turn-over, ha bisogno di soluzioni immediate.Per il personale contrattualizzato, dopo la firma dell’accordo sui comparti deve aprirsi la stagione contrattuale, ma con tre imprescindibili interventi governativi:

  • La cancellazione della cosiddetta riforma Brunetta e contro ogni tentativo di applicarla attraverso le deleghe Madia.
  • Lo stanziamento di risorse per rinnovare il contratto e non l’insulto dei 7 euro di aumento stanziati nella legge di stabilità.
  • Lo sblocco della contrattazione integrativa e piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro.”

(Volantino)

(segue su FLC-CGIL)

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Lo stile di vita al tempo di Renzi e non solo

Dopo gli attacchi dell’ISIS a Parigi, non prima, è partito il ritornello del “Non dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, sarebbe un cedimento, perchè è questo che vogliono LORO”.

È una frase bella, comoda, vuota, ed è l’unica che viene pronunciata, tanto per evitare domande scomode e riflessioni antipatiche.

Ho capito stasera cosa vuol dire non cambiare stile di vita.

Vuol dire dare tre miliardi di euro alla Turchia di Erdogan (giornalisti arrestati, avvocati del PKK uccisi, diritti umani calpestati, possibili finanziamenti all’ISIS) per aiutare la sua gestione dei profughi, affinchè, credo io, questi non mettano piede in Europa.

La civile Europa così non avrà ospiti scomodi che non ha mai voluto, non cambierà il suo stile di vita, e la Turchia si avvierà ad entrare, passo dopo passo, nell’UE con tutti gli onori.

Capito?

Quarantanove migranti in un container

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Mentre all’EXPO 2015 una coppia politica improbabile beve spumante tra sorrisi e flash vari, un TG mostra un container bianco che consegna alla terraferma 49 corpi inanimati di migranti doppiamente sfortunati, involontariamente presentandoli come merce.
Mentre l’Unione Europea da mesi cavilla sulla Grecia (dammi questo, e quest’altro, e non mi basta, e fammi vedere le carte, esci, rimani, cambia governo, datti fuoco, cos’hai capito dicevo per dire), il mare inghiotte esseri umani disperati.
I giornalisti ci ripetono che “da inizio anno sono xxxx i migranti morti in mare”.
A me torna in mente che su un bel periodico che ora non esce più, Diario, diretto al suo esordio da Enrico Deaglio, già una quindicina di anni fa un articolo del direttore per la prima volta segnalava che pescatori siciliani avevano trovato nelle loro reti ossa umane.
I giornalisti ci dicano quanti sono i morti stimati nel Mediterraneo da quando questo esodo biblico è iniziato, l’Europa faccia qualche passo verso i Paesi che condannano i loro cittadini ad una fuga senza fine (vendiamo armi a qualcuno di questi Paesi, tanto per dirne una?), e faccia molti passi generosi verso le persone che arrivano, e passi duri verso quei Governi che costruiscono muri, anche solo con le parole.
I politici evitino passerelle di ogni tipo almeno nei giorni in cui decine di persone muoiono per il nostro egoismo.

Il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) ed il reato di tortura

L’Italia ha assunto impegni internazionali in base ai quali dovrà inserire nel corpus legislativo il reato di tortura.

Amnesty International, organizzazione sovranazionale, che si batte in tutto il mondo per la tutela e la promozione dei diritti umani, ricorda infatti che la “Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984, ratificata dal nostro paese nel 1988, prevede che ogni stato si adoperi per perseguire penalmente quegli atti di tortura delineati all’art. 1 della Convenzione stessa. Sono passati oltre 25 anni, ma in Italia il reato di tortura continua a essere un miraggio.”

Pochi giorni fa, in una conferenza stampa sul disegno di legge relativo all’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano, Amnesty International ha sottolineato che il “testo trasmesso al Senato dalla Camera non è perfetto ma non vi sono al momento le condizioni per ottenere un testo migliore. E’ un testo compatibile con la Convenzione Onu contro la tortura. L’alternativa è di continuare a non avere il reato di tortura”, mettendo peraltro in guardia dal rischio che “ulteriori modifiche al terzo passaggio parlamentare potrebbero innescare un processo potenzialmente infinito di passaggi tra i due rami del Parlamento, che discutono la questione da ben cinque legislature”.

Questa mattina ho incontrato per caso sulla mia strada esponenti del SAP, Sindacato Autonomo di Polizia, che diffondevano il volantino che posto in formato immagine*, purtroppo, non avendo potuto preparare un PDF.

La valutazione dei contenuti fatela voi. Mi limito ad osservare che dal mio punto di vista questo volantino non rende giustizia alle forze dell’ordine, gettando su di loro una pesante ombra, spia, se non altro, di una grave arretratezza culturale nell’ambito della tutela dei diritti umani. Non commento le frasi terroristiche, nè il punto di vista di Raffaele Cantone sul grave momento vissuto anni or sono durante il G8 di Genova.

Siamo messi male?

*Pagina 1, pagina 2, pagina 3, pagina 4.