Diciotti

“Sarebbe arrivato il momento di togliere ai bassi fondi dei social l’esclusiva della formazione dell’opinione pubblica per riportarla nella dimensione della piazza reale. Se, a settembre, decine di migliaia di persone decidessero di incontrarsi a Roma, oltre che su Facebook, per una manifestazione contro la politica del governo sui migranti sarebbe un modo, per ciascuno e per tutto il paese, di ritrovarsi.”

Norma Rangeri, Il Manifesto, 24 Agosto 2018

 

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Campi Rom, senza casa, ghetti, sfruttamento dei migranti, terremotati

Quello che mi addolora è vedere nel nostro Paese palazzi come questo, costruiti senza la minima attenzione alla bellezza, tanto per tirar su un edificio che sarà la casa-ghetto di famiglie disagiate.

Quello che mi addolora è sapere che nel nostro Paese esistono baracche, sì, baracche, nelle quali trovano riparo esseri umani che al mattino presto vengono prelevati e portati a lavorare nei campi per raccogliere i pomodori che poi arriveranno sulle nostre tavole, per essere mangiati con noncuranza, nel privilegio della nostra esistenza.

Quello che mi addolora è sapere che nel nostro Paese vi siano campi fatiscenti, orrendi a vedersi, nei quali vivono esseri umani, soli, o con le loro famiglie, isolati, in periferie, e circondati da altri esseri umani che non li vogliono.

Quello che mi addolora è sapere che in alcune zone del nostro Paese da anni, in alcuni casi da decenni, esseri umani vivono in condizioni precarie perché un giorno un terremoto ha distrutto la loro vita di prima, e le promesse fatte dalle Istituzioni il giorno stesso, il giorno dopo l’evento naturale, non sono state mantenute.

Quello che mi addolora è il pensiero che vivere in queste condizioni, nel nostro Paese, debba essere orrendo.

Orrendo perché a chi vive in queste condizioni è negata la possibilità di pensare al suo futuro, essendo ingabbiato in un orrendo, squallido presente sempre uguale a se stesso e, per di più, accompagnato dall’isolamento, dal pregiudizio, dalla persecuzione, o dal semplice oblio.

Non importa il colore della pelle, la provenienza, la storia che ti ha portato a vivere in quel palazzo nella foto, in quella baracca, in quel campo, in quel container: ciò che conta è che sei un essere umano, hai diritto a poter vivere in condizioni nelle quali la tua dignità non sia calpestata, e a poter immaginare un futuro diverso, per te, e per i tuoi figli.

Quel che è orrendo è che il nostro Paese permetta che tutto ciò esista, e non si muova per rendere migliore la vita di questi esseri umani.

Nasce il Governo Neutrale – Mattarella – Cottarelli

E così sta nascendo in queste ore il Governo neutrale, a seguito del veto del Presidente Mattarella al nome Paolo Savona per la “casella” del Ministero del Tesoro, Governo che sarà guidato dall’esperto del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Carlo Cottarelli.

Sembrerebbe scontato che sarà un Governo senza la fiducia del Parlamento, organo la cui funzione si sta sempre più limitando al semplice discutere, per così dire, e sottoscrivere iniziative di tipo governativo.

Questo altererà non poco il rapporto cittadino – Istituzioni.

Il veto di Mattarella ha avviato discussioni non componibili tra diversi punti di vista: posto che la Presidenza della Repubblica ha questa facoltà, di quali fattori deve tener conto per essere esercitata? O non vi sono fattori specifici?

I cittadini che hanno votato come hanno preso questo passaggio? Quali sentimenti sono stati attivati verso l’Unione Europea, e verso le due forze politiche che avevano formulato una proposta (Lega, M5S)? Quale senso di partecipazione reale alla vita democratica viene percepito dall’elettore che potrebbe pensare “Del mio voto non importa niente a nessuno?” Vi saranno effetti di polarizzazione estrema? Picchi di astensionismo alla prossima tornata elettorale? Incremento del bacino elettorale delle due forze che hanno ricevuto 17.000.000 di voti?

Tutto questo non è irrilevante, e sicuramente se ne sarà tenuto conto al momento di decidere di tranquillizzare i Paesi UE, le Agenzie di rating, la Germania, i mercati.

Ma a lungo termine nessuno sa dire cosa accadrà realmente (a parte l’opportunismo  ridicolo di quelle forze politiche, e di quegli artisti non giornalisti che “si schierano senza se e senza ma”, pur non avendo l’altezza e la prestanza dei corazzieri a fianco del Presidente Mattarella, che non ha certo bisogno di loro).

Un vero e proprio salto nel buio, che temo non ci farà bene.

Cittadino impotente – Politiche 2018

Salvini, vista l’aria che tira (Renzi che da ex-segretario sbarra la strada a quella parte del PD che vorrebbe dialogare con il M5S), “dimentica” il suo “Mai con il PD”, pensando a questo partito per modificare in senso peggiorativo l’orrenda legge elettorale a firma PD, il Rosatellum, per sistemarsela su misura, e poi tornare al voto.

Facendosi così beffe, come sempre, del bene e dei problemi degli italiani, per una mera ambizione di potere.

Ho ripensato ai mille referendum ai quali ho partecipato, alle mille volte in cui ho votato, alle mille volte in cui mi sono indignato durante la lettura di un quotidiano, durante l’ascolto di un notiziario, durante un’intervista fuori luogo, senza senso.

Credo che la conclusione alla quale sono giunto sia molto semplice, molto vera, molto dura e dolorosa.
Posso scrivere sul Web dove e come mi pare, certo, ma niente di più.
Il mio voto non conta, il mio pensiero è ignorato, la mia voce inascoltata.
Semplicemente perchè sono un anonimo cittadino impotente

Il proprietario è tornato – Politiche 2018

Sembrava scomparso, ma continuava a strangolare il “suo” partito, l’ex Partito Democratico, oggi ammasso informe di volti, tendenze, pretese, idee (?).

Sembrava scomparso, ma ieri sera Fabio Fazio l’ha riesumato, ovviamente in senso metaforico, nel suo contenitore da RAI1, contenitore vespiano pallido ricordo di quel che un tempo era una trasmissione decente in un cantuccio di RAI3.

E l’ex-segretario, l’ex-Presidente del Consiglio si è fatto beffe della Direzione Nazionale del PD convocata per il 3 Maggio per decidere se e come rispondere al M5S per le trattative per il Governo che dovrebbe nascere dalle politiche 2018, rispondendo lui per tutti.

Mostrando quale sia la sua concezione di cambiamento e modernità: il padre-padrone ottocentesco, in famiglia (non sappiamo), ma soprattutto in un partito, in un quadro politico del 2018.

Scavalcando il segretario attuale, Martina, facendo strame della regola moderna che vuole che chi perde le elezioni scompaia almeno dai ruoli dirigenti, dai posti chiave dell’organizzazione politica portata allo sfacelo.

E i suoi seguaci continuano pervicacemente a riproporci la stessa solfa di duecento anni fa. Noi comandiamo, non rispettiamo regole interne, esterne, regole di buon comportamento politico, noi non ci ripieghiamo su noi stessi per capire dove e come abbiamo sbagliato.

Nulla.

Noi siamo.

Un partito distrutto, un esempio da non imitare.

Proprio come Forza Italia, proprio come Silvio Berlusconi e compagnia.

Il vero vecchiume della politica.

Fake news e realtà

Mi alzo al mattino, in una città inquinata.

Raggiungo la stazione, salgo su un treno stracolmo di gente che come me lavora altrove: non c’è posto per tutti, non è garantita la puntualità.

Se entro in un Ente pubblico di ricerca, lo trovo quasi sicuramente occupato da precari definiti storici: una media di 15 anni di contratti i più fantasiosi, pur di non garantire diritti, ricevendo in cambio dedizione e lavoro di alto livello.

Se entro in una scuola pubblica, mi viene chiesto un contributo di 50 euro per garantire la possibilità di acquistare materiali utili per la didattica; se manca un docente della prima o della ultima ora gli studenti entrano dopo o, rispettivamente, escono prima, chè la scuola non ha soldi, nè per i materiali, nè per pagare le supplenze.

Se entro in un Pronto Soccorso, trovo poco personale, stremato, che fronteggia una marea di pazienti accettati con vari codici: le assunzioni sono bloccate dal 1993.

Se guardo un bene artistico, archeologico, molto probabilmente è trascurato da anni, o è curato da altri precari: le assunzioni sono bloccate, e le scuole che formano questi operatori di alto livello non sono adeguatamente finanziate.

Se vivo a Taranto, i miei figli possono trovarsi nella situazione di non poter uscire di casa, per giocare, per andare a scuola, a causa dell’inquinamento portato sull’uscio di casa dal vento.

Se guardo un programma tv, rischio di incappare in un tale, definito delinquente naturale, che parla di programmi elettorali, riduzione delle tasse, ed altre stupidaggini di questo tipo, senza che alcuno gli chieda “Ma cosa sta dicendo?”.

Se guardo la tv, magari un programma più qualificato del precedente, scopro il dramma della città di Castel Volturno, con gente senza casa, senza legge, preda della criminalità organizzata, che vive vicino ad un mare stupendo.

Alle porte di Roma criminali sparano, gente “perbene” prende a testate i giornalisti che fanno il loro lavoro.

Poi scopro che per i politici i problemi degli italiani sono le notizie false, le fake news, come preferiscono chiamarle per farsi belli.

Ma i nostri problemi reali chi li risolve?

Mala tempora currunt

Solo nel nostro Paese, che a torto si ritiene civile, esistono politici che si augurano di confrontarsi alle elezioni con delinquenti naturali, partiti che ne legittimano la presenza sulla scena politica, talk-show che li invitano (e cittadini che li applaudono),  giornalisti disposti a votarli.
Solo nel nostro Paese.
Un vero orrore, una vera mancanza di dirittura morale, di dignità, di desiderio di riscatto, in una schifosa commistione di legge e non-legge, di regole e di stravolgimento di regole, in un tutto va bene purché tutto questo rivoltante carosello continui, tagliando le gambe al presente, e distruggendo ogni futuro, ogni speranza.