An ghin gò: la conta del Partito Democratico – Politiche 2018

Nel Partito Democratico esplode la follìa “numerica”. Appaiono siti che linkano dichiarazioni di questo e quello (in breve: sei con Matteo Renzi oppure no?), altri vogliono contare quanti sono a favore del segretario reggente Martina.

E tutto è scatenato dalla paura della Direzione Nazionale di domani, giovedì 3 Maggio, che era stata convocata per decidere se parlare / trattare con il M5S, e che invece ora andrà a finire chissà come.

Secondo me come le precedenti: tanto rumore prima, nessuna decisione concreta.

Ovviamente il bene dei cittadini, gli interessi del Paese vanno a farsi benedire.

Renzi è andato in tv domenica sera, ed ha sfasciato il poco che rimaneva di un partito che qualche elemento di interesse in passato l’ha avuto.

Ma questo è quel che accade quando si dà spazio a soggetti dall’infanzia irrisolta.

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Cittadino impotente – Politiche 2018

Salvini, vista l’aria che tira (Renzi che da ex-segretario sbarra la strada a quella parte del PD che vorrebbe dialogare con il M5S), “dimentica” il suo “Mai con il PD”, pensando a questo partito per modificare in senso peggiorativo l’orrenda legge elettorale a firma PD, il Rosatellum, per sistemarsela su misura, e poi tornare al voto.

Facendosi così beffe, come sempre, del bene e dei problemi degli italiani, per una mera ambizione di potere.

Ho ripensato ai mille referendum ai quali ho partecipato, alle mille volte in cui ho votato, alle mille volte in cui mi sono indignato durante la lettura di un quotidiano, durante l’ascolto di un notiziario, durante un’intervista fuori luogo, senza senso.

Credo che la conclusione alla quale sono giunto sia molto semplice, molto vera, molto dura e dolorosa.
Posso scrivere sul Web dove e come mi pare, certo, ma niente di più.
Il mio voto non conta, il mio pensiero è ignorato, la mia voce inascoltata.
Semplicemente perchè sono un anonimo cittadino impotente

Il proprietario è tornato – Politiche 2018

Sembrava scomparso, ma continuava a strangolare il “suo” partito, l’ex Partito Democratico, oggi ammasso informe di volti, tendenze, pretese, idee (?).

Sembrava scomparso, ma ieri sera Fabio Fazio l’ha riesumato, ovviamente in senso metaforico, nel suo contenitore da RAI1, contenitore vespiano pallido ricordo di quel che un tempo era una trasmissione decente in un cantuccio di RAI3.

E l’ex-segretario, l’ex-Presidente del Consiglio si è fatto beffe della Direzione Nazionale del PD convocata per il 3 Maggio per decidere se e come rispondere al M5S per le trattative per il Governo che dovrebbe nascere dalle politiche 2018, rispondendo lui per tutti.

Mostrando quale sia la sua concezione di cambiamento e modernità: il padre-padrone ottocentesco, in famiglia (non sappiamo), ma soprattutto in un partito, in un quadro politico del 2018.

Scavalcando il segretario attuale, Martina, facendo strame della regola moderna che vuole che chi perde le elezioni scompaia almeno dai ruoli dirigenti, dai posti chiave dell’organizzazione politica portata allo sfacelo.

E i suoi seguaci continuano pervicacemente a riproporci la stessa solfa di duecento anni fa. Noi comandiamo, non rispettiamo regole interne, esterne, regole di buon comportamento politico, noi non ci ripieghiamo su noi stessi per capire dove e come abbiamo sbagliato.

Nulla.

Noi siamo.

Un partito distrutto, un esempio da non imitare.

Proprio come Forza Italia, proprio come Silvio Berlusconi e compagnia.

Il vero vecchiume della politica.

Mala tempora currunt

Solo nel nostro Paese, che a torto si ritiene civile, esistono politici che si augurano di confrontarsi alle elezioni con delinquenti naturali, partiti che ne legittimano la presenza sulla scena politica, talk-show che li invitano (e cittadini che li applaudono),  giornalisti disposti a votarli.
Solo nel nostro Paese.
Un vero orrore, una vera mancanza di dirittura morale, di dignità, di desiderio di riscatto, in una schifosa commistione di legge e non-legge, di regole e di stravolgimento di regole, in un tutto va bene purché tutto questo rivoltante carosello continui, tagliando le gambe al presente, e distruggendo ogni futuro, ogni speranza.

Referendum costituzionale: se vince il Sì, il risultato come verrà interpretato da Renzi, dal Governo, dal PD, dai suoi militanti ed elettori?

io_voto_no

Osservando in questi mesi, quando ne ho avuto l’occasione, le modalità ed i contenuti comunicativi di coloro che fanno propaganda per il Sì al referendum costituzionale, o comunque hanno deciso di votare Sì, mi sono convinto che uno degli effetti di una possibile vittoria di questo orientamento non sarà positivo.

Ovviamente se i Sì saranno in maggioranza, la riforma costituzionale Renzi-Boschi diverrà realtà, e questo è il primo, naturale effetto del referendum.

Il secondo si materializzerà, e spero di sbagliarmi, all’interno del Partito Democratico, partendo dal vertice del Consiglio dei Ministri, passando al Segretario del Partito (stessa persona), per finire con i parlamentari, gli iscritti e gli elettori.

Il Sì sarà vissuto come sì a Renzi, al suo Governo alle sue politiche, come sì al PD, a tutte le iniziative parlamentari, legislative, governative che queste strutture partoriranno da qui alla fine della legislatura?

In sintesi, il Sì sarà il segnale tanto atteso per dire “I cittadini sono con noi, siamo la maggioranza, e quindi possiamo muoverci con grande libertà, senza dover render conto, senza dover discutere con chi ha una visione diversa”?

Chi non è d’accordo, l’abbiamo visto da tempo, è un rosicone, un vecchio, uno attaccato alla poltrona, uno che vuole il ritorno di non si sa bene quali mostri, un gufo, un professorone, o, nell’ultima becera versione, un essere spregevole (la famosa accozzaglia).

L’ubriacatura potrebbe essere molto forte.

Può darsi che mi sbagli, e che dopo il caos mediatico di questi interminabili mesi (ma non potevamo votare ad Ottobre?), si giunga alla calma, ad un gradito bon ton istituzionale, a ragionare sui nostri problemi, a tentare di trovare delle soluzioni.

Vedremo.

Il 4 Dicembre voterò NO.

Gli aggiornamenti sul tema “Referendum costituzionale” sono su Facebook.

NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

Il Partito Democratico e le elezioni amministrative 2016

PD

Il Partito Democratico ha buttato alle ortiche i suoi valori, ha abbandonato il contatto con il territorio, con i cittadini, ha dimenticato le fasce deboli della popolazione.
Ed ha perso.

EXPO2015: posti di lavoro

EXPO2015

Ricordiamo tutti l’entusiasmo che abbiamo provato quando l’Italia è stata scelta come Paese ospitante l’EXPO del 2015. Eravamo nell’era Prodi, millenni fa.

Avvicinandoci maggiormente ai giorni attuali, come non pensare alle stime relative ai posti di lavoro che EXPO2015 avrebbe creato?

È giusto chiedersi oggi se tali stime siano poi state verificate. Un esercizio intellettuale giusto, e doveroso, oltre che onesto.

Se un Paese affronta uno sforzo prestigioso di questa natura, è importante sapere “come sia andata a finire”.

Suggerisco la lettura di un articolo interessante dello scorso anno, dal titolo “Expo: un indotto da 190 mila lavoratori”, apparso su Il Sole 24 Ore, a firma di Maria Teresa Manuelli.

Si è realizzato tutto ciò, almeno in parte? Se sapete qualcosa, informatemi.

PS Quando ci annunciano che una certa opera genererà posti di lavoro, di cui abbiamo un grande bisogno, cerchiamo di verificare, anche per escludere la possibilità che l’argomento lavoro non sia uno specchietto per le allodole.