Referendum costituzionale: se vince il Sì, il risultato come verrà interpretato da Renzi, dal Governo, dal PD, dai suoi militanti ed elettori?

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Osservando in questi mesi, quando ne ho avuto l’occasione, le modalità ed i contenuti comunicativi di coloro che fanno propaganda per il Sì al referendum costituzionale, o comunque hanno deciso di votare Sì, mi sono convinto che uno degli effetti di una possibile vittoria di questo orientamento non sarà positivo.

Ovviamente se i Sì saranno in maggioranza, la riforma costituzionale Renzi-Boschi diverrà realtà, e questo è il primo, naturale effetto del referendum.

Il secondo si materializzerà, e spero di sbagliarmi, all’interno del Partito Democratico, partendo dal vertice del Consiglio dei Ministri, passando al Segretario del Partito (stessa persona), per finire con i parlamentari, gli iscritti e gli elettori.

Il Sì sarà vissuto come sì a Renzi, al suo Governo alle sue politiche, come sì al PD, a tutte le iniziative parlamentari, legislative, governative che queste strutture partoriranno da qui alla fine della legislatura?

In sintesi, il Sì sarà il segnale tanto atteso per dire “I cittadini sono con noi, siamo la maggioranza, e quindi possiamo muoverci con grande libertà, senza dover render conto, senza dover discutere con chi ha una visione diversa”?

Chi non è d’accordo, l’abbiamo visto da tempo, è un rosicone, un vecchio, uno attaccato alla poltrona, uno che vuole il ritorno di non si sa bene quali mostri, un gufo, un professorone, o, nell’ultima becera versione, un essere spregevole (la famosa accozzaglia).

L’ubriacatura potrebbe essere molto forte.

Può darsi che mi sbagli, e che dopo il caos mediatico di questi interminabili mesi (ma non potevamo votare ad Ottobre?), si giunga alla calma, ad un gradito bon ton istituzionale, a ragionare sui nostri problemi, a tentare di trovare delle soluzioni.

Vedremo.

Il 4 Dicembre voterò NO.

Gli aggiornamenti sul tema “Referendum costituzionale” sono su Facebook.

NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

Il Partito Democratico e le elezioni amministrative 2016

PD

Il Partito Democratico ha buttato alle ortiche i suoi valori, ha abbandonato il contatto con il territorio, con i cittadini, ha dimenticato le fasce deboli della popolazione.
Ed ha perso.

EXPO2015: posti di lavoro

EXPO2015

Ricordiamo tutti l’entusiasmo che abbiamo provato quando l’Italia è stata scelta come Paese ospitante l’EXPO del 2015. Eravamo nell’era Prodi, millenni fa.

Avvicinandoci maggiormente ai giorni attuali, come non pensare alle stime relative ai posti di lavoro che EXPO2015 avrebbe creato?

È giusto chiedersi oggi se tali stime siano poi state verificate. Un esercizio intellettuale giusto, e doveroso, oltre che onesto.

Se un Paese affronta uno sforzo prestigioso di questa natura, è importante sapere “come sia andata a finire”.

Suggerisco la lettura di un articolo interessante dello scorso anno, dal titolo “Expo: un indotto da 190 mila lavoratori”, apparso su Il Sole 24 Ore, a firma di Maria Teresa Manuelli.

Si è realizzato tutto ciò, almeno in parte? Se sapete qualcosa, informatemi.

PS Quando ci annunciano che una certa opera genererà posti di lavoro, di cui abbiamo un grande bisogno, cerchiamo di verificare, anche per escludere la possibilità che l’argomento lavoro non sia uno specchietto per le allodole.

Lo stile di vita al tempo di Renzi e non solo

Dopo gli attacchi dell’ISIS a Parigi, non prima, è partito il ritornello del “Non dobbiamo cambiare il nostro stile di vita, sarebbe un cedimento, perchè è questo che vogliono LORO”.

È una frase bella, comoda, vuota, ed è l’unica che viene pronunciata, tanto per evitare domande scomode e riflessioni antipatiche.

Ho capito stasera cosa vuol dire non cambiare stile di vita.

Vuol dire dare tre miliardi di euro alla Turchia di Erdogan (giornalisti arrestati, avvocati del PKK uccisi, diritti umani calpestati, possibili finanziamenti all’ISIS) per aiutare la sua gestione dei profughi, affinchè, credo io, questi non mettano piede in Europa.

La civile Europa così non avrà ospiti scomodi che non ha mai voluto, non cambierà il suo stile di vita, e la Turchia si avvierà ad entrare, passo dopo passo, nell’UE con tutti gli onori.

Capito?

26 Consiglieri vivono il loro giorno da pecora a Roma

  
ed il Partito Democratico con la sua fuga da un momento di democratico confronto nella Sala Giulio Cesare del Comune di Roma mostra la sua natura estremamente lontana da ogni minimo standard richiesto a qualsivoglia formazione politica che voglia prendere parte alla vita civile di un Paese.

Tutte le formazioni che se la sono data a gambe per evitare di assumersi le proprie responsabilità di fronte ai cittadini ed agli elettori di Roma non potranno più fugare nelle menti di chi ha assistito impotente ad uno scempio istituzionale il sospetto, la certezza che dietro al gioco degli scontrini si celino alleanze e collusioni indicibili.

Doveroso ringraziamento va espresso a SEL ed al Movimento 5 Stelle che invece molto correttamente avevano deciso di attendere il dibattito in Aula.

Vedremo quando sarà data la possibilità ai cittadini dell’Urbe di esprimersi democraticamente, avverbio che nel nostro Paese non può più essere usato con leggerezza.