Fake news e realtà

Mi alzo al mattino, in una città inquinata.

Raggiungo la stazione, salgo su un treno stracolmo di gente che come me lavora altrove: non c’è posto per tutti, non è garantita la puntualità.

Se entro in un Ente pubblico di ricerca, lo trovo quasi sicuramente occupato da precari definiti storici: una media di 15 anni di contratti i più fantasiosi, pur di non garantire diritti, ricevendo in cambio dedizione e lavoro di alto livello.

Se entro in una scuola pubblica, mi viene chiesto un contributo di 50 euro per garantire la possibilità di acquistare materiali utili per la didattica; se manca un docente della prima o della ultima ora gli studenti entrano dopo o, rispettivamente, escono prima, chè la scuola non ha soldi, nè per i materiali, nè per pagare le supplenze.

Se entro in un Pronto Soccorso, trovo poco personale, stremato, che fronteggia una marea di pazienti accettati con vari codici: le assunzioni sono bloccate dal 1993.

Se guardo un bene artistico, archeologico, molto probabilmente è trascurato da anni, o è curato da altri precari: le assunzioni sono bloccate, e le scuole che formano questi operatori di alto livello non sono adeguatamente finanziate.

Se vivo a Taranto, i miei figli possono trovarsi nella situazione di non poter uscire di casa, per giocare, per andare a scuola, a causa dell’inquinamento portato sull’uscio di casa dal vento.

Se guardo un programma tv, rischio di incappare in un tale, definito delinquente naturale, che parla di programmi elettorali, riduzione delle tasse, ed altre stupidaggini di questo tipo, senza che alcuno gli chieda “Ma cosa sta dicendo?”.

Se guardo la tv, magari un programma più qualificato del precedente, scopro il dramma della città di Castel Volturno, con gente senza casa, senza legge, preda della criminalità organizzata, che vive vicino ad un mare stupendo.

Alle porte di Roma criminali sparano, gente “perbene” prende a testate i giornalisti che fanno il loro lavoro.

Poi scopro che per i politici i problemi degli italiani sono le notizie false, le fake news, come preferiscono chiamarle per farsi belli.

Ma i nostri problemi reali chi li risolve?

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Mala tempora currunt

Solo nel nostro Paese, che a torto si ritiene civile, esistono politici che si augurano di confrontarsi alle elezioni con delinquenti naturali, partiti che ne legittimano la presenza sulla scena politica, talk-show che li invitano (e cittadini che li applaudono),  giornalisti disposti a votarli.
Solo nel nostro Paese.
Un vero orrore, una vera mancanza di dirittura morale, di dignità, di desiderio di riscatto, in una schifosa commistione di legge e non-legge, di regole e di stravolgimento di regole, in un tutto va bene purché tutto questo rivoltante carosello continui, tagliando le gambe al presente, e distruggendo ogni futuro, ogni speranza.

Referendum costituzionale: se vince il Sì, il risultato come verrà interpretato da Renzi, dal Governo, dal PD, dai suoi militanti ed elettori?

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Osservando in questi mesi, quando ne ho avuto l’occasione, le modalità ed i contenuti comunicativi di coloro che fanno propaganda per il Sì al referendum costituzionale, o comunque hanno deciso di votare Sì, mi sono convinto che uno degli effetti di una possibile vittoria di questo orientamento non sarà positivo.

Ovviamente se i Sì saranno in maggioranza, la riforma costituzionale Renzi-Boschi diverrà realtà, e questo è il primo, naturale effetto del referendum.

Il secondo si materializzerà, e spero di sbagliarmi, all’interno del Partito Democratico, partendo dal vertice del Consiglio dei Ministri, passando al Segretario del Partito (stessa persona), per finire con i parlamentari, gli iscritti e gli elettori.

Il Sì sarà vissuto come sì a Renzi, al suo Governo alle sue politiche, come sì al PD, a tutte le iniziative parlamentari, legislative, governative che queste strutture partoriranno da qui alla fine della legislatura?

In sintesi, il Sì sarà il segnale tanto atteso per dire “I cittadini sono con noi, siamo la maggioranza, e quindi possiamo muoverci con grande libertà, senza dover render conto, senza dover discutere con chi ha una visione diversa”?

Chi non è d’accordo, l’abbiamo visto da tempo, è un rosicone, un vecchio, uno attaccato alla poltrona, uno che vuole il ritorno di non si sa bene quali mostri, un gufo, un professorone, o, nell’ultima becera versione, un essere spregevole (la famosa accozzaglia).

L’ubriacatura potrebbe essere molto forte.

Può darsi che mi sbagli, e che dopo il caos mediatico di questi interminabili mesi (ma non potevamo votare ad Ottobre?), si giunga alla calma, ad un gradito bon ton istituzionale, a ragionare sui nostri problemi, a tentare di trovare delle soluzioni.

Vedremo.

Il 4 Dicembre voterò NO.

Gli aggiornamenti sul tema “Referendum costituzionale” sono su Facebook.

NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

Il Partito Democratico e le elezioni amministrative 2016

PD

Il Partito Democratico ha buttato alle ortiche i suoi valori, ha abbandonato il contatto con il territorio, con i cittadini, ha dimenticato le fasce deboli della popolazione.
Ed ha perso.

L’angoscia della minoranza del Partito Democratico

È ormai evidente che la cosiddetta minoranza dem (ocratica) soffre di una nevrosi che non può essere risolta continuando la vita da parlamentare.

I continui rimandi (la prossima volta voteremo diversamente) che vengono manifestati in occasione di ogni votazione su argomenti sui quali la minoranza crede di essere in disaccordo con Renzi, o le anomale vie di esprimere il dissenso (voto Sì, ma scrivo un documento che giustifica il mio No virtuale, vedi la Buona Scuola), sono tipici di quelle situazioni psicologiche nelle quali tra emozioni, pensiero, progettazione ed azione sono presenti fratture sanabili solo in contesti psicoanalitici.

Comprendo umanamente questi soggetti, e comprendo che l’essere parlamentare è un peso per loro insostenibile. Vanno aiutati a tornare a casa, alle loro occupazioni quotidiane più lievi, agli affetti dei loro cari.

È bene non affidarsi a loro, sarebbe altrettanto nevrotico da parte nostra (nel Vangelo è chiaramente indicato il burrone come destino dei ciechi che camminano tenedosi per mano), non ascoltarli più, e non votare in alcuna circostanza il Partito che li ha generati.

Un saluto al Partito Democratico, che ha fallito miseramente.