Dichiarazione universale dei diritti umani – Governi Conte, Gentiloni, Renzi, Berlusconi

“A metterle insieme, le persone che la sera del 10 dicembre hanno riempito le piazze di quasi 90 città per ricordare i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani erano di più di quelle presenti sabato scorso a Roma in piazza del Popolo.

In queste ore stanno circolando foto di fiaccole accese, a migliaia, in ogni luogo d’Italia per dire che la Dichiarazione va attuata, tutti i diritti per tutti, ovunque nel mondo. Per dire al mondo che è doveroso e urgente stare dalla parte dei diritti.

Questo l’appello lanciato dai promotori dell’iniziativa, ActionAidAmnesty International ItaliaCaritasEMERGENCY e Oxfam:

Il 10 dicembre di 70 anni fa veniva approvata la Dichiarazione universale dei diritti umani, che indica nel rispetto degli uguali diritti di ogni essere umano il fondamento di un mondo libero, giusto e in pace.

La Dichiarazione stabilisce eguaglianza e dignità di ogni essere umano e pone in capo a ogni stato il dovere centrale di garantire a tutti di godere dei propri inalienabili diritti e libertà. A oggi, non uno degli stati firmatari ha riconosciuto ai cittadini tutti i diritti che si era impegnato a promuovere.

Nel nostro paese, la negazione nella pratica di questi diritti sta facilitando la diffusione di nuove forme di razzismo, la solidarietà è considerata reato, l’odio per il diverso prevale sullo spirito di fratellanza, l’aiuto viene tacciato di buonismo.
Oggi più che mai è urgente recuperare quei principi di umanità e di convivenza civile che sono alla base della Dichiarazione e che la retorica della paura sta cercando di smantellare.(…)

 

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Diciotti

“Sarebbe arrivato il momento di togliere ai bassi fondi dei social l’esclusiva della formazione dell’opinione pubblica per riportarla nella dimensione della piazza reale. Se, a settembre, decine di migliaia di persone decidessero di incontrarsi a Roma, oltre che su Facebook, per una manifestazione contro la politica del governo sui migranti sarebbe un modo, per ciascuno e per tutto il paese, di ritrovarsi.”

Norma Rangeri, Il Manifesto, 24 Agosto 2018

 

Campi Rom, senza casa, ghetti, sfruttamento dei migranti, terremotati

Quello che mi addolora è vedere nel nostro Paese palazzi come questo, costruiti senza la minima attenzione alla bellezza, tanto per tirar su un edificio che sarà la casa-ghetto di famiglie disagiate.

Quello che mi addolora è sapere che nel nostro Paese esistono baracche, sì, baracche, nelle quali trovano riparo esseri umani che al mattino presto vengono prelevati e portati a lavorare nei campi per raccogliere i pomodori che poi arriveranno sulle nostre tavole, per essere mangiati con noncuranza, nel privilegio della nostra esistenza.

Quello che mi addolora è sapere che nel nostro Paese vi siano campi fatiscenti, orrendi a vedersi, nei quali vivono esseri umani, soli, o con le loro famiglie, isolati, in periferie, e circondati da altri esseri umani che non li vogliono.

Quello che mi addolora è sapere che in alcune zone del nostro Paese da anni, in alcuni casi da decenni, esseri umani vivono in condizioni precarie perché un giorno un terremoto ha distrutto la loro vita di prima, e le promesse fatte dalle Istituzioni il giorno stesso, il giorno dopo l’evento naturale, non sono state mantenute.

Quello che mi addolora è il pensiero che vivere in queste condizioni, nel nostro Paese, debba essere orrendo.

Orrendo perché a chi vive in queste condizioni è negata la possibilità di pensare al suo futuro, essendo ingabbiato in un orrendo, squallido presente sempre uguale a se stesso e, per di più, accompagnato dall’isolamento, dal pregiudizio, dalla persecuzione, o dal semplice oblio.

Non importa il colore della pelle, la provenienza, la storia che ti ha portato a vivere in quel palazzo nella foto, in quella baracca, in quel campo, in quel container: ciò che conta è che sei un essere umano, hai diritto a poter vivere in condizioni nelle quali la tua dignità non sia calpestata, e a poter immaginare un futuro diverso, per te, e per i tuoi figli.

Quel che è orrendo è che il nostro Paese permetta che tutto ciò esista, e non si muova per rendere migliore la vita di questi esseri umani.

Il Governo Conte, il Movimento 5 Stelle, i giornalisti

Alle 16 il Governo Conte giura fedeltà alla Costituzione della Repubblica nelle mani del Presidente Mattarella.
Un Governo la cui genesi non è certo stata priva di colpi di scena, polemiche, forse isterie vere e proprie.
Un Governo che rappresenta, per questo e per la presenza del Movimento 5 Stelle, una novità assoluta. La Lega ha già governato altre volte.
Quello che mi ha colpito a partire dal 5 Marzo è stato il comportamento dei giornalisti, televisivi, carta stampata, media online.
Mai come in questo caso tutto, o quasi, è stato passato al setaccio, sono state poste domande pungenti ai politici neoeletti o confermati, sono stati espressi giudizi molto netti, in positivo ed in negativo, nessuno si è astenuto dal prefigurare scenari di ogni genere.
Potremmo sintetizzare dicendo che i giornalisti, in linea generale, non hanno guardato in faccia nessuno.
Nessuno della Lega o del Movimento 5 Stelle, beninteso.
Possiamo sintetizzare anche in un altro modo: i giornalisti hanno fatto il loro lavoro.
Che il lavoro del giornalista, informare, svelare, far comprendere sia utile, anzi conditio sine qua non per ogni società sana è noto a tutti.
Basti pensare a quel che può accadere ad un giornalista che faccia il proprio lavoro, e dunque giornalista scomodo, in quei Paesi nei quali di fatto si vive sotto un regime.
Giornalisti perseguitati, sbattuti in carcere, uccisi in Russia, in Cina, in Turchia, a Malta, tanto per avvicinarsi a noi.
E in Italia? Sappiamo che non pochi di loro vivono sotto scorta, ci ricordiamo di Fava, tanto per fare un altro esempio di giornalista al servizio della comunità.
Naturalmente esistono anche altri metodi: chi non ricorda la scomparsa dalla RAI di Travaglio, Biagi, Santoro, avvenuta in un’altra era geologica, ed ordinata dal Potere?
E, per tornare in epoca più recente, e di nuovo alla RAI, e di nuovo al Potere, l’eliminazione di Floris, Giannini, Berlinguer?
Tutto questo per dire che i giornalisti in questo periodo hanno fatto del loro meglio per farci comprendere, per svelare, per mostrare.
Certo non tutti l’hanno fatto nel migliore dei modi: in alcuni casi ho assistito alla semplice riproposizione al malcapitato di turno dei più sciocchi luoghi comuni, o alla difficoltà di mettere realmente all’angolo il politico parlando non di fatti, ma di aria fritta.
Ma questo è comprensibile, perchè per diversi giornalisti questa è stata “la prima volta”.
Sono certo che miglioreranno, e ci aiuteranno a comprendere la realtà, impedendoci di credere alle fiabe che ogni politico tende a narrare.
E sono altresì certo che lo faranno d’ora in poi sempre, con qualsiasi Governo prossimo futuro, con qualsiasi politico, di ogni parte politica.
E questo per non indurmi a pensare di aver vissuto un fenomeno episodico, determinato dall’arrivo del Movimento 5 Stelle al Governo.
L’informazione ben fatta è un punto di forza per una vera democrazia.
Auguri al Governo Conte, e grazie ai giornalisti.

Nasce il Governo Neutrale – Mattarella – Cottarelli

E così sta nascendo in queste ore il Governo neutrale, a seguito del veto del Presidente Mattarella al nome Paolo Savona per la “casella” del Ministero del Tesoro, Governo che sarà guidato dall’esperto del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Carlo Cottarelli.

Sembrerebbe scontato che sarà un Governo senza la fiducia del Parlamento, organo la cui funzione si sta sempre più limitando al semplice discutere, per così dire, e sottoscrivere iniziative di tipo governativo.

Questo altererà non poco il rapporto cittadino – Istituzioni.

Il veto di Mattarella ha avviato discussioni non componibili tra diversi punti di vista: posto che la Presidenza della Repubblica ha questa facoltà, di quali fattori deve tener conto per essere esercitata? O non vi sono fattori specifici?

I cittadini che hanno votato come hanno preso questo passaggio? Quali sentimenti sono stati attivati verso l’Unione Europea, e verso le due forze politiche che avevano formulato una proposta (Lega, M5S)? Quale senso di partecipazione reale alla vita democratica viene percepito dall’elettore che potrebbe pensare “Del mio voto non importa niente a nessuno?” Vi saranno effetti di polarizzazione estrema? Picchi di astensionismo alla prossima tornata elettorale? Incremento del bacino elettorale delle due forze che hanno ricevuto 17.000.000 di voti?

Tutto questo non è irrilevante, e sicuramente se ne sarà tenuto conto al momento di decidere di tranquillizzare i Paesi UE, le Agenzie di rating, la Germania, i mercati.

Ma a lungo termine nessuno sa dire cosa accadrà realmente (a parte l’opportunismo  ridicolo di quelle forze politiche, e di quegli artisti non giornalisti che “si schierano senza se e senza ma”, pur non avendo l’altezza e la prestanza dei corazzieri a fianco del Presidente Mattarella, che non ha certo bisogno di loro).

Un vero e proprio salto nel buio, che temo non ci farà bene.

An ghin gò: la conta del Partito Democratico – Politiche 2018

Nel Partito Democratico esplode la follìa “numerica”. Appaiono siti che linkano dichiarazioni di questo e quello (in breve: sei con Matteo Renzi oppure no?), altri vogliono contare quanti sono a favore del segretario reggente Martina.

E tutto è scatenato dalla paura della Direzione Nazionale di domani, giovedì 3 Maggio, che era stata convocata per decidere se parlare / trattare con il M5S, e che invece ora andrà a finire chissà come.

Secondo me come le precedenti: tanto rumore prima, nessuna decisione concreta.

Ovviamente il bene dei cittadini, gli interessi del Paese vanno a farsi benedire.

Renzi è andato in tv domenica sera, ed ha sfasciato il poco che rimaneva di un partito che qualche elemento di interesse in passato l’ha avuto.

Ma questo è quel che accade quando si dà spazio a soggetti dall’infanzia irrisolta.

Cittadino impotente – Politiche 2018

Salvini, vista l’aria che tira (Renzi che da ex-segretario sbarra la strada a quella parte del PD che vorrebbe dialogare con il M5S), “dimentica” il suo “Mai con il PD”, pensando a questo partito per modificare in senso peggiorativo l’orrenda legge elettorale a firma PD, il Rosatellum, per sistemarsela su misura, e poi tornare al voto.

Facendosi così beffe, come sempre, del bene e dei problemi degli italiani, per una mera ambizione di potere.

Ho ripensato ai mille referendum ai quali ho partecipato, alle mille volte in cui ho votato, alle mille volte in cui mi sono indignato durante la lettura di un quotidiano, durante l’ascolto di un notiziario, durante un’intervista fuori luogo, senza senso.

Credo che la conclusione alla quale sono giunto sia molto semplice, molto vera, molto dura e dolorosa.
Posso scrivere sul Web dove e come mi pare, certo, ma niente di più.
Il mio voto non conta, il mio pensiero è ignorato, la mia voce inascoltata.
Semplicemente perchè sono un anonimo cittadino impotente