Donald Trump, papa Leone XIV, Giorgia Meloni e i suoi amici da quattro soldi

In primo luogo ci tengo a chiarire che non mi sento offeso dalle reiterate parole di Donald Trump sul Papa, sul Governo, su Giorgia Meloni.
Non riconosco a Trump alcun valore, e pertanto quel che dice, ora, tra un minuto, un’ora, un giorno, per me costituisce solo un miserabile esempio di pochezza umana, scellerataggine, inadeguatezza al ruolo che ricopre, e di quanto cittadini poco inclini a riflettere siano in grado di combinare una volta entrati in un’urna elettorale.
Papa Leone XIV ha risposto con con molta correttezza e coerenza alle stupidaggini che Trump ha proferito nei suo i confronti. Non ha timore di lui, non vuole aprire un dibattito con lui, il Vangelo è il suo riferimento. Se Trump vuole capire capisca, altrimenti continui a farsi ritrarre come il Figlio di Dio,
Le parole e i giudizi su Giorgia Meloni? Non ho alcuna pietà, sono il frutto di un atteggiamento che definire servile e poco lungimirante è poco, tenuto da subito dal Governo e dalla maggioranza fascista che lo sostiene. Se ci si fa servi, da servi si viene trattati.
Non sono al fianco di Giorgia Meloni che improvvisamente ora parla, sia pure a fatica, e prende decisioni, una più tardiva dell’altra.

Comprendo che il referendum abbia avviato uno sciame sismico che il Governo avverte, e che avvertono anche a casa Berlusconi, ma questo è. Non basta dire parole di circostanza per rimediare agli insulti verso categorie che protestavano, verso cittadini singoli che si esprimevano, verso magistrati che si volevano mettere a tacere per sempre, a far dimenticare alleanze atroci, anche extra-nazionali, e, soprattutto, l’incapacità manifesta di governare, pensando che le fiabe raccontate in solitari e onanistici video sui social bastassero a farci andare avanti.

Parafrasando Il Manifesto, possiamo dire e sperare che “li stiamo perdendo”.

Il Board of Peace sta lavorando per noi?

Ricordate il Board of Peace? Il club di soggetti poco raccomandabili messo insieme da Trump, che ne è anche il Presidente, club nel quale si entra pagando un milione di dollari, e che ha visto la firma delo statuto a Davos, in Svizzera, il 22 gennaio 2026? Ricordate la presenza di Giorgia Meloni come osservatrice (ruolo non previsto dallo statuto) e la bellissima (ironico) foto di gruppo di questi soggetti che dovrebbero «promuovere la stabilità, restaurare un governo affidabile e legittimo, e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate dai conflitti»? A voi sembra normale creare una struttura privata che vuole sostituirsi alle Nazioni Unite? E che dopo qualche settimana vede il proprio Presidente attaccare militarmente senza una ragione un Paese mediorientale (Iran) insieme ad un criminale di guerra (Netanyahu)?
E il Board of Peace ora cosa fa, discute con Trump su come raggiungere la pace? E nel frattempo i milioni di dollari versati dove sono finiti? Nelle capienti tasche di Trump?
Un mondo ridicolo, tragico, capovolto.
E il nostro governo ci tiene tanto a scodinzolare dietro questa marmaglia di persone, offendendo il nostro Paese.

Marina, Marina, Marina

Marina Berlusconi, un personaggio ingombrante, dal cognome molto ingombrante. Un nome che viene spesso pronunciato dai giornalisti con voce flautata, come se stessero parlando di un’autorità spirituale, morale del nostro Paese.

Ma così non è: Marina Berlusconi è semplicemente la figlia di un imprenditore che è stato definito “delinquente naturale”, senza che questo naturalmente debba caderle addosso come macchia, che però si occupa di una grande azienda che, e qui sta il problema grande come una casa, una casa notevole, ha creato una sua propaggine in Parlamento, un corpo estraneo, alieno alla democrazia, un partito politico che tale non è, rispondendo ai diktat della famiglia Berlusconi che ne è la proprietaria, da sempre.

Come sia tollerato tutto questo per me è incomprensibile: non parliamo di attività di lobby alla luce del sole, ma di qualcosa di ben più grave.

E, alla luce dei risultati del referendum sulla giustizia, il cui esito è risultato molto sgradevole alla famiglia Berlusconi e a tutti i suoi sodali, ecco che Marina Berlusconi invia un ordine che sta per essere eseguito: via Maurizio Gasparri dal suo ruolo di capogruppo al Senato.

Facendolo sostituire, e qui torniamo agli anni dai quali forse non siamo mai completamente usciti, da Stefania Craxi, figlia di un politico morto latitante all’estero, senza che questo naturalmente debba caderle addosso come macchia.

Tutto questo non è normale, e chi tace è complice.

 

Cara Daniela, ci mancherai

Cara Daniela,

e così, dopo tanta fatica per il nostro bene, per il nostro Paese, un Governo ingrato ti manda via. Senza delicatezza, senza scuse, direi senza motivo.

Colpevole di essere colta, corretta, competente, sempre al tuo posto, sempre rispettosa delle Istituzioni, consapevole del tuo ruolo.

Certo, non scomparirai definitivamente, rimarrai in Parlamento, ma non siederai più sullo scranno da Ministra per il Turismo, tu che più di altri hai girato il mondo, e sai come va il mondo.

Quante volte ti hanno ridicolizzata, quante volte ti hanno detto parole che sicuramente ti hanno ferita ma tu, sempre a testa alta, sul tuo tacco 12, sei andata fieramente avanti. La pitonessa: che terribile epiteto.

Ti ricordo presa in giro da quell’estremista, fazioso Santoro ad Annozero, quando sostenevi che durante l’intervallo della pubblicità qualche violento ti aveva tirato i capelli: neanche una carezza di conforto.

Ti ricordo quando volevi un aeroporto a Cortina, poi un elicottero: niente, mai nulla, e tu ferma al tuo posto. Orgogliosa di essere fascista.

Ricordo la forza con la quale hai respinto le accuse di Report, le indagini della Magistratura, ti ricordo manifestare al Tribunale di Milano per il tuo grande amico Silvio, un altro padre fondatore della Patria.

Che bella compagnia tutti quanti, uno migliore dell’altro, tutti dotati di senso dello Stato, tutti dediti al bene comune.

Ieri non ce l’hai fatta più, e sparando l’ultima balla “Non ho alcun rinvio a giudizio”, finalmente te ne sei andata.

Ce ne faremo una ragione del fatto che sei ancora in Parlamento, addirittura in Senato?

Non credo.

Referendum giustizia, NO, grazie

E così, quatti quatti, zitti, zitti, gli italiani che, secondo le grandi menti che ci “governano”, “aspettavano da decenni questa riforma costituzionale”, almeno da Tangentopoli, vero motivo che ha spinto i dilettanti fascisti al governo a cercare una vendetta postuma contro la Magistratura che fece allora semplicemente il suo dovere, sono andati a votare, e hanno detto basta.

Ringrazio tutti coloro che hanno votato, perchè la democrazia è, anche, questo.

Un ringraziamento particolare va a chi, come me, ha votato NO, senza rancore, ma con equilibrio, ponderazione, tutelando la Magistratura, ed anche, diciamolo, respingendo con fermezza il modus operandi del Governo Meloni.

A proposito, se Meloni non vuole, come suo “stile”, commentare, non lo faccia.

Direbbe solo stupidaggini, come sempre.

Grazie.