Referendum costituzionale: Napolitano esorta i cittadini a votare Sì

Napolitano

“Sì, ci sono delle imperfezioni, ma io ritengo che sia legittimo e auspicabile, e io me lo auguro fortemente, che la stragrande maggioranza dei cittadini non faccia ancora una volta finire nel nulla gli sforzi messi in atto in due anni in Parlamento”.

Il Senatore a vita Giorgio Napolitano, Presidente emerito della Repubblica Italiana, esorta i cittadini a tenere nel dovuto conto, al momento del voto sul referendum costituzionale, gli “sforzi messi in atto in due anni in Parlamento”, e, dunque, a votare Sì.

Mi viene in mente la scuola, quando a fine anno i docenti scrutinano il lavoro compiuto sui banchi dai loro allievi. Si tiene sempre conto degli sforzi che ciascuno ha fatto per imparare quel che ha imparato, per raggiungere il livello di maturazione che ha raggiunto.

Accanto a questo, si guarda naturalmente anche ai risultati, e poi si arriva ad una valutazione conclusiva, che non sempre porta alla promozione.

Noi siamo semplici cittadini, e andremo a dire se accettiamo, votando Sì, o respingiamo, votando No, la riforma costituzionale del Governo Renzi.

I parlamentari hanno fatto il loro lavoro: giudicando negativamente il frutto dei loro “sforzi”, voterò No.

Una volta ci dicono che si va a votare a favore o contro Renzi, un’altra ci raccomandano di tener conto degli sforzi, domani cosa si inventeranno, per farci dire Sì, e per non parlare di quel che nella riforma c’è scritto?

(da Il Fatto Quotidiano)

A Ottobre voterò NO.

Gli aggiornamenti sul tema “Referendum costituzionale” sono su Telegram.

NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

Referendum costituzionale: le ragioni del NO

NO

L’associazione Libertà e Giustizia ha raccolto in un documento informativo le ragioni del NO alla riforma costituzionale proposta con forza dal Governo Renzi, per la quale viene indetto un referendum al quale siamo tutti chiamati a partecipare per esprimere il nostro punto di vista.

A Ottobre voterò NO.

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NB Il referendum costituzionale non prevede quorum, essendo un referendum confermativo, e non abrogativo.

 

 

Referendum costituzionale: l’articolo 70 della nuova Costituzione, ovvero, la semplicità di Mr. Renzi

Articolo_70

L’articolo 70 della Costituzione vigente della Repubblica Italiana recita:

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.

L’articolo 70 della Costituzione che il Governo Renzi vorrebbe regalarci, spinto dal suo desiderio di semplificare, suona così:

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.

Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.

Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.

L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti.

I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione.          

I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti.

Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati”.

Non avete anche voi l’impressione che si creerà un gigantesco ingorgo parlamentare?

Dovremo disporre di insigni costituzionalisti che ad ogni pie’ sospinto spaccheranno il capello in quattro per capire quale percorso dovrà seguire un provvedimento?

A Ottobre voterò NO.

(fonte: Patria Indipendente)

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Referendum costituzionale: Francesco Boccia ed il PD vogliono farci votare nel 2017?

Evitiamo di replicare l’effetto Brexit sulla politica italiana. Il Partito Democratico deve sostenere compatto le riforme e spiegare con chiarezza che il cambiamento è necessario. Personalizzare il referendum è assolutamente sbagliato, come sbagliato è impiccarsi a una data. Sarebbe più opportuno anticipare il congresso del PD, approfondire con schiettezza e anche duramente nel merito il confronto e, solo dopo, affrontare il referendum costituzionale avendo davanti il tempo necessario per rendere seriamente edotto il Paese. Non ci vedo nulla di male se facessimo in autunno il congresso, e invece, si svolgesse il referendum nella primavera del 2017 dando più tempo agli italiani per capirne le ragioni più profonde, sarebbe un gesto di buon senso. Apprendiamo dagli errori degli altri; pentirsi dopo non serve a nulla”.

(Francesco Boccia, Partito Democratico)

  1. Non vedo cosa c’entri il congresso del Partito Democratico con il referendum costituzionale, nè il collegamento con Brexit (avevo immaginato che qualcosa si sarebbe mosso).
  2. Da qui a Ottobre siamo in grado di capire, se si dà la pari opportunità ai Sì ed ai NO di spiegare il senso, l’utilità della riforma, e quindi le ragioni delle diverse posizioni.
  3. Io voglio votare ad Ottobre, la Costituzione è un bene prezioso e supremo in qualsiasi paese. Le beghe interne di un partito spaventato da un crollo elettorale che non ha saputo prevedere, nè evitare non hanno nulla a che fare con la Costituzione. Ancora una volta il Partito Democratico mostra una concezione di sè completamente distorta. Ma questa gente ha mai letto quale funzione viene attribuita ai partiti dalla Costituzione, e per conto di chi amministrano la cosa pubblica?
  4. Il Partito Democratico, e Matteo Renzi in prima fila, non ha fatto altro che parlare del referendum costituzionale, almeno dal Gennaio scorso. Se non sono stati in grado di farsi capire, non sarà qualche mese in più a conferire magicamente qualità comunicative che non possiedono. Tra l’altro hanno sempre evitato di entrare nel merito, e non credo vogliano cambiare strada: ci porterebbero in ogni caso a votare NO. O sperano in un nostro “ravvedimento”?
  5. Se poi Boccia arde dal desiderio di votare nel 2017, può provare a fare in modo che si tengano le elezioni politiche.

Anche nel 2017 voterò NO.

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Referendum costituzionale: Brexit, Farage, Maria Elena Boschi

MEB

Poco dopo la diffusione dei risultati del referendum sulla Brexit, Nigel Farage, segretario dell’UKIP, Partito per l’Indipendenza del Regno Unito, ha ammesso che una delle promesse fatte dal suo partito nella campagna referendaria (uscendo dall’UE il Regno Unito avrà a disposizione 350 milioni di sterline che potranno essere investiti per migliorare il Servizio Sanitario) era falsa. Tutti i commentatori hanno sottolineato che in molti hanno votato Leave proprio per questa ragione.

Sarebbe stato forse utile chiedere a Farage come e perchè si sarebbe resa disponibile una somma così ingente. Evidentemente nessuno l’ha fatto, o nessuno si è dato il compito di capire meglio, o nessuno si è chiesto quali fossero i nessi tra i due eventi, l’esito referendario che tutti conosciamo da una parte, ed il miglioramento del Servizio Sanitario, che evidentemente non deve essere messo molto bene, dall’altra, o forse nessuno ha ascoltato chi si è mosso per comprendere e far comprendere.

Appresa la notizia, ho subito pensato a Maria Elena Boschi, la Ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento del Governo Renzi.

Pochi giorni fa, a proposito del referendum costituzionale di Ottobre, Boschi ha affermato che la vittoria del Sì consentirà risparmi quantificati in circa 490 milioni di euro e un aumento del Pil che potrebbe valere intorno ai 100 miliardi di euro in un decennio.

Poichè non ha spiegato attraverso quali meccanismi si avvererà questo miracolo, resto fermamente convinto che a Ottobre voterò NO.

PS. Un tarlo mi tormenta da qualche giorno: spunterà nei prossimi giorni, o mesi che ci aspettano prima di Ottobre, l’idea peregrina e fasulla che in questo quadro di “incertezza” europea sia meglio votare Sì al referendum, per non creare scossoni che potrebbero esitare in una crisi di governo “al buio”? Vediamo se ho il dono di predire il futuro. :)

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Referendum costituzionale: l’appello di Libertà e Giustizia al Movimento 5 Stelle

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Appello del Consiglio di Presidenza di Libertà e Giustizia (Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Roberta De Monticelli, Paul Ginsborg, Tomaso Montanari, Elisabetta Rubini, Nadia Urbinati e Gustavo Zagrebelsky) al Movimento 5 Stelle.

“Care amiche e cari amici del Movimento 5 Stelle, lo straordinario risultato del voto amministrativo attribuisce al vostro Movimento una grande responsabilità: dare un contributo decisivo alla principale battaglia democratica che aspetta il Paese, cioè il referendum costituzionale del prossimo ottobre.

Sappiamo bene che la posizione del Movimento è un netto No al metodo e al merito di questo stravolgimento dei meccanismi della nostra democrazia: ma crediamo che in questi giorni sia necessaria una mobilitazione straordinaria, nelle piazze e sulla rete, per raccogliere le firme che servono a configurare il referendum come un’ opposizione popolare ad una revisione costituzionale divisiva e imposta da un parlamento delegittimato. Subito dopo, e da qui fino ad ottobre, è ancora più necessario che nel discorso pubblico, e in particolare nella comunicazione televisiva (a partire da quella trasmessa da ciò che vorremmo ancora chiamare ‘servizio pubblico’), le ragioni del No abbiano lo stesso spazio degli argomenti del governo: e in questo il ruolo del Movimento appare cruciale.”

(segue su Libertà e Giustizia)

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Referendum costituzionale: D’Alema voterà NO

D’Alema: “Voto no alle riforme, sono peggio di quelle di B”
La notizia è che D’Alema voterà no al referendum costituzionale. Erano meglio le riforme di Berlusconi, dice. Il no è fondato su ragioni “non sono molto diverse” da quelle per cui votò No, nel 2006, alla legge di Berlusconi. “Per certi aspetti era fatta meglio – dice D’Alema – Anche quella prevedeva il superamento del bicameralismo perfetto e la riduzione dei parlamentari. Ma riduceva anche i deputati. E stabiliva l’elezione diretta dei senatori; non faceva del Senato un dopolavoro.

(segue su Il Fatto Quotidiano)

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